Il
gioco del calcio è classificato come sport di situazione e
questo condiziona tutte le procedure metodologiche indirizzate
alla formazione tecnica.
Formazione tecnica collegata
costantemente in ambito tattico ovvero in costante
integrazione con la sfera cognitiva del giovane calciatore.
Il gesto tecnico è lo strumento
operativo per risolvere i problemi di gioco che possono essere
identificati per esempio nell’ ”addomesticare” un pallone che
ha avuto un rimbalzo a terra imprevisto, dal “dosare” un
passaggio in profondità sulla corsa di un compagno
particolarmente veloce, oppure decidere in pochissimo tempo se
calciare in porta o tentare un dribbling.
E’ la situazione che giustifica
il comportamento tecnico e quindi condiziona la scelta
operativa e il tipo di esecuzione. Solo grandissimi
fuoriclasse sono riusciti con la loro maestria tecnica a
influenzare la situazione e a modificarla con la propria
azione tecnica.
La formazione tecnica non può
prescindere da quella tattica e viceversa; in ogni atto di
gioco, il calciatore esegue (tecnica) solo dopo aver elaborato
più o meno velocemente una risposta su come risolvere problemi
legati alla situazione di gioco (atto tattico).
La formazione tattica è un
processo integrato che nasce dal gioco stesso e rappresenta,
nella genesi della evoluzione calcistica, un costante
riferimento didattico. Laddove esiste un’attività cosciente,
una sistematica attività di elaborazione e di risposta a
stimoli ambientali, dobbiamo parlare di tattica.
L’automatizzazione di certi gesti (abilità tecniche) sposta su
piani elaborativi più complessi il comportamento del
calciatore, impegnato adesso a raccordare le proprie azioni
con quelle dei compagni, in fasi di gioco dove diventa sempre
più indispensabile la presenza dell’avversario.
I piani didattici elaborati per
la formazione tattica devono contenere attività che sono in
linea e in stretto rapporto con :
- l’età del calciatore;
- le sue qualità
tecnico/tattiche;
- il suo grado di maturazione
psico-fisica;
- le motivazioni.
Abbiamo pensato di codificare e
assemblare la tipologia di esercitazioni atte a conseguire una
crescita di quelle che noi consideriamo “scelte operative
efficaci” o “azioni efficaci” in quattro contenitori:
- situazioni semplici;
- situazioni standard;
- situazioni funzionali;
- situazioni strutturate o di
gara.
Situazioni semplici,
ovvero tutte quelle attività, dove in spazi ridotti il giovane
calciatore applica le sue conoscenze tecniche in regime di
gioco, con la presenza di compagni e avversari, senza nessun
vincolo comportamentale imposto dall’allenatore; sovente si
utilizzano situazioni in sovrannumero o sottonumero per
facilitare il comportamento tecnico-tattico. In situazioni
individuali e collettive i calciatori sviluppano il bagaglio
di opzioni operative, risolvendo in forma autonoma i problemi
del gioco. Si favorisce così l’ampliamento di quelle che
vengono chiamate capacità tattiche.
Situazioni standard,
ovvero tutte quelle
attività che sottintendono alla capacità di apprendere schemi
di movimento “tipo”, stereotipi comportamentali base che
fungeranno da segnale di riconoscimento ogniqualvolta in gara
si individueranno determinati segnali. Mi riferisco in
particolar modo ad esercitazioni cosiddette a secco, senza la
presenza di avversari attivi, dove l’accento viene posto sulle
modalità di apprendimento di certi movimenti p.e.
sovrapposizioni, movimenti a scalare, diagonali, gioco a muro
, incroci ecc.
Situazioni funzionali,
cioè l’applicazione di determinate situazioni standard in
regime di gioco, dove l’influenza attiva dell’avversario/i
determina l’apprendimento di comportamenti flessibili e
funzionali. Possiamo classificare questi mezzi d’allenamento
come software altamente sofisticati in grado di generare
risposte efficaci alle richieste della gara. Verranno in
questo modo acquisiti pattern comportamentali, con una qualità
di riconoscimento che con l’esperienza diverrà sempre più
efficace.
Situazioni strutturate o di
gara, che
rappresentano ambiti di gioco di gara o simili. Partite a tema
o con variazione di regole che rilevano il tipo di
comportamento che si vuole fare apprendere. Il comportamento
collettivo, in relazione all’obiettivo tattico, viene
attraverso queste attività reiterato e reso funzionale alle
dinamiche del gioco (fase di possesso e di non possesso). In
relazione al tipo di comportamento ricercato verranno
modificate le variabili quantitative e qualitative presenti
nel gioco: p.e. spazio, numero di giocatori, tempo di gioco,
numero di tocchi, zone neutre, giocatori jolly ecc.
La capacità di gioco individuale
e collettiva ha il suo codice genetico nella capacità di saper
gestire in maniera funzionale il proprio comportamento
tecnico. L’azione tecnica rappresenta un divenire in stretta
simbiosi con l’evolversi della situazione, deve quindi
adattarsi, trasformarsi e coniugarsi on –line con il gioco.
Le situazioni sopradescritte
rappresentano un momento inprenscindibile per costruire
capacità di gioco altamente qualificate. La loro distribuzione
nella formazione calcistica ha un decorso pluriennale che
possiamo sintetizzare aderente alle fasce di età nell’attività
calcistica giovanile.
Una analisi quantitava,
riferibile al decorso delle attività, orientate a favorire la
formazione tattica nel corso delle varie fasce d’età, può
essere così concepita: (vedi tabella).
Il carico d’allenamento orientato
alla formazione tattica individuale e collettiva, rappresenta
una quota complessiva rilevante nella formazione del giovane
calciatore. Tale quota va concepita in stretto collegamento
con la parte tecnica, che assume sempre maggior
significatività come strumento per risolvere problemi tattici.
Come chiaramente viene espresso
nella tabella, la componente mirata a costruire comportamenti
adeguati al gioco in forme di attività semplici e non
rigidamente controllate assume rilevanza nelle categorie di
avviamento (40% e 30%).
La strutturazione di
comportamenti più specifici, verrà realizzata quando le
esigenze di prestazione abbinate a una maggiore maturità
psicofisica richiederanno una più spiccata specializzazione e
maggiori capacità di attenzione da parte del giovane
calciatore.