G. S. Nuova Oregina Genova  
 
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Fabio G. Mori
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Tecnica e allenamento del calcio

 

 

L'allenamento del portiere dilettante

ATTREZZATURA: per tale s’intendono gli indumenti utili al portiere. E’ chiaro che sarà necessario fare una distinzione tra quelli per gli allenamenti e quelli per le partite: più trascurabili da un punto di vista estetico i primi; più ordinati e curati i secondi. Ho segnalato dei suggerimenti dettati dalla mia personale esperienza e dalle mie caratteristiche fisiche; ognuno avrà caratteristiche diverse, per cui dovrà adattare l’attrezzatura di conseguenza.

NB: un portiere deve sapere, fin dai primi calci, che la cura della propria attrezzatura e l’attenzione nella vestizione sono un aspetto fondamentale del ruolo, perché lo preserva da incidenti e dolori; lo protegge dal freddo, dalla pioggia e dal terreno polveroso o fangoso; l’aiuta nelle prestazioni, gli evita situazioni spiacevoli durante il gioco, e cosi via. In questo sarò d’aiuto, ma chiedo ai portieri ed ai genitori di collaborare in tal senso.


- N° 2 slip o costume: a mio avviso è meglio un costume di tipo aderente.
- N° 2 maglie di lana: manica lunga o corta: non troppo spesse e pesanti.
- N° 2 maglie di cotone: ben accollate a manica corta; nella stagione calda, la canottiera a mio avviso lascia le spalle scoperte a possibili abrasioni, ed anche il collo rimane troppo esposto all’umidità, comunque con la maglia da portiere il caldo si soffre ugualmente.
- N° 2 maglie sintetiche a manica lunga tipo “lupetto”: per le giornate fredde, e ventose.


NB: sempre per quanto riguarda le maglie, controllate che abbiano una lunghezza sufficiente a coprire bene la schiena; dovranno essere ben indossate (meglio se dentro lo slip o il costume), in modo che la parte lombare non si scopra durante l’attività, specialmente in inverno. Nelle giornate di pioggia evitare di appesantirsi con indumenti troppo spessi; in tal caso, la vestizione ottimale è quella che prevede una “lupetto” sulla pelle, poi la giacca a vento tipo k-way e sopra la maglia da portiere, oltre ovviamente ai pantaloni lunghi da gioco (di cui parleremo più avanti).


- N° 1 o 2 giacche a vento tipo “k-way”: serve in caso di pioggia e nelle giornate di vento gelido; è consigliabile averlo sempre in borsa per far fronte a situazioni climatiche impreviste.
- N° 1 o 2 berretti di lana: fondamentale per proteggere dal freddo la testa e le orecchie; al limite si può utilizzare la fascia per le orecchie tipo sciatore.
- Maglie da gioco: ovviamente ci sarà quella per le gare ufficiali, mentre per gli allenamenti andranno bene delle giacche da tuta o delle felpe che possono essere rovinate e distrutte, facendo attenzione che non abbiano le fibbie delle cerniere troppo grandi che potrebbero rivelarsi pericolose per il torace a seguito d’impatto col pallone; importante è che siano sempre a manica lunga e, se possibile con dei rinforzi sui gomiti.
- Pantaloni da gioco: negli allenamenti, a prescindere dalla foggia o dal colore, meglio che siano “lunghi”, in modo da preservare la pelle del portiere durante gli esercizi; in gara meglio indossare quelli specifici da portiere per un fattore estetico, ma soprattutto di sicurezza per la presenza di imbottiture nei punti nevralgici, mantenendo libertà dei movimenti; per toppe e rinforzi su gomiti e ginocchia vi potete sbizzarrire come più vi piace.
- N° 1 o 2 pantaloncini corti imbottiti: da indossare sopra o sotto la tuta, in modo da proteggere le anche del calciatore; ovviamente in caso di pioggia e/o terreno pesante, vale sempre il discorso di non appesantirsi con indumenti facilmente inzuppabili.
- Gomitiere e ginocchiere: li consiglio solo se esistono dei lievi traumi in via di guarigione, oppure in presenza di campi particolarmente “duri”.
- N° 3 paia calzettoni, 2 per allenamento e uno per le gare: io ho sempre indossato due paia; un paio a pelle e l’altro sopra dopo aver indossato i parastinchi, è chiaro che vale la propria preferenza personale, e devono essere indossati in modo che le scarpe non diano fastidio.
- N° 2 paia di guanti da portiere: suggerisco di non fare grossi investimenti di spesa (anche perché si può sempre decidere di cambiare ruolo); controllate che abbiano una buona chiusura al polso (che sarà sempre accuratamente allacciata perché preserva da distorsioni e dall’ingresso di polvere e terriccio); un buon paio da “battaglia” per l’allenamento ed un paio più specifico per la gara, direi che sono più che sufficienti per affrontare la stagione in tutta tranquillità; importante è tenerli puliti ed asciutti, seguendo le istruzioni riportate nella confezione; per la misura è consigliabile mezza taglia in più rispetto a quella reale, ma anche in tal senso è la propria sensazione nell’indossarli che conta, per cui a Voi la scelta.
- N° 1 paio di parastinchi: sono obbligatori nelle gare ufficiali; a mio parere sono molto validi quelli con la cavigliera ed è meglio indossarli anche in allenamento; è vero che il contatto fisico per il portiere è più raro, ma quando c’è spesso è molto violento, per cui gli stinchi, come ogni altra parte del corpo è meglio proteggerla.
- N° 1 paio di scarpe da calcetto: qui la scelta dovrà essere più accurata; non dimentichiamo che un portiere è comunque un calciatore ed utilizza i piedi sia per calciare la palla, sia per effettuare gli spostamenti necessari per le parate; ovviamente allacciarsele è un’operazione importantissima per un portiere; egli dovrà curarla per evitare che si slaccino durante la gara; fare delle prove a casa sarà un buon allenamento, così come mantenerle pulite e ben conservate; ciò eviterà situazioni spiacevoli e fastidiose, per cui “forza e coraggio”: in questo i genitori non c’entrano, al massimo vi possono aiutare giusto i primi tempi per farvi impratichire.

E. Paganelli tratto da http://www.dalbertis.net/portale/portieri3.asp

Problematiche

1. -Spesso i giocatori dilettanti svolgono la seduta di allenamento dopo una giornata di lavoro e la loro motivazione dovrebbe essere incentivata con allenamenti diversificati che permettano di mantenere alto il livello attentivo. L’allenatore deve capire la disponibilità al lavoro del portiere ed essere pronto a modificare “in itinere” la seduta pianificata ogniqualvolta si manifestino dei cali evidenti di concentrazione.
2. -Una squadra dilettante non sempre dispone di due portieri molto validi (spesso uno è molto giovane e poco esperto per questo tipo di competizione), per questo motivo bisogna prestare molta attenzione all’aspetto preventivo e alla cura dell’integrità fisica durante gli allenamenti.
3. -Quando gli allenamenti vengono svolti di sera nel periodo invernale, le basse temperature rendono la superficie di gioco e la zona di lavoro specifico più dure; tutto ciò potrebbe favorire l’insorgenza di eventi traumatici.
4. -Il tempo a disposizione è sicuramente inferiore a quello dei professionisti.
5. -La maggior parte delle società non dispone di un’adeguata palestra di muscolazione, pertanto i lavori condizionali dovranno essere eseguiti a carico naturale o con piccoli bilancieri e manubri.


Proposte generali

Quando la squadra si allena di sera, la seduta di allenamento del portiere dovrebbe essere effettuata in anticipo, per curare con la massima possibilità recettiva gli aspetti tecnici e condizionali; successivamente l’allenatore potrà avvalersi anche dei portieri per la parte tattica e situazionale. Inoltre, per il portiere è fondamentale allenarsi nelle stesse situazioni ambientali della gara: ad esempio allenare le palle alte con le luci artificiali non è secondo me molto proficuo a livello dilettantistico.

Aspetti condizionali

La parte condizionale del portiere è forse quella più facile da affrontare, rispetto agli altri ruoli, perché dei tre sistemi energetici quello più da curare è quello anaerobico alattacido. Quello aerobico è da escludere assolutamente, mentre quello lattacido non va mai sollecitato in modo specifico (anche se alcuni autori hanno evidenziato un intervento del 50% del metabolismo glucidico con formazione di acido lattico nei muscoli estensori di alcuni sprinter che, come tipologia di fibre e come capacità di forza esplosiva-elastica, dovrebbero assomigliare al portiere) (Hirvonen e coll. 1987-).
In linea generale l’allenamento condizionale dovrà essere più qualitativo possibile, comunque non può prescindere da una fase esplorativa delle capacità di salto. Pertanto prima dell’inizio della preparazione è fondamentale somministrare quantomeno il Test di Bosco -
Fig. 1 - per avere indicazioni di almeno tre qualità specifiche del portiere: Squat Jump (SJ) (per evitare il leggero e quasi fisiologico contromovimento delle prime prove si può eseguire partendo da seduti su uno sgabello di un’altezza che permetta, però di avere sempre un angolo al ginocchio di circa 90°) - Fig. 2 -, Counter Movement Jump (CMJ) e CMJ a mani e busto “liberi”(CMJm.b.l.) La differenza tra SJ e CMJ ci da indicazione delle capacità elastiche, mentre quella tra CMJ e CMJ m.b.l. delle capacità coordinative (specificatamente quella di combinazione e accoppiamento).

Il test dovrà essere ripetuto più volte, ma sarà fondamentale avvalersi del suo aiuto all’inizio ed al termine della fase di preparazione, durante la pausa invernale e al termine del campionato per avere delle indicazioni nel periodo di maggior scarico.
All’inizio del periodo di gara dovrà essere inserito anche il Drop Jump (DJ) per trovare con più facilità l’ACO (Altezza di Caduta Ottimale) (La valutazione della forza con il test di Bosco. Bosco 1992).
Data l’altissima correlazione tra capacità di salto e velocità, si può abbinare una prova di velocità su m.20 (se si possono utilizzare le fotocellule e se la superficie di corsa non subisce modifiche in base alle condizioni climatiche, altrimenti il test può essere troppo influenzato da altri fattori e non risulterebbe più attendibile).

figg. 1, 2


Proposta di lavoro senza utilizzo di macchine di muscolazione

Dall’inizio della preparazione alla fase di gara si deve sicuramente variare il carico di lavoro e ciò può avvenire sia variando l’intensità (sempre però su percentuali vicine alla massima), sia il volume del carico (decrescente), sia la durata (solitamente breve per non sollecitare troppo il meccanismo lattacido) che il tipo di contrazione, mentre la densità (la pausa) deve essere sempre molto ampia in tutte le sedute. Una pausa ampia, oltre a garantirci un lavoro simile al modello prestativo, è di stimolo, a livello ormonale, ad un incremento del testosterone fondamentale in tutte le prove di forza esplosiva (La forza muscolare, Bosco 1997) . Inoltre, le fibre veloci (FT), che sono quelle che si affaticano di più, hanno bisogno di un maggior tempo di recupero delle fibre lente (ST), pertanto accorciare la pausa comporta una sollecitazione delle ST che è sicuramente controproducente al nostro lavoro di qualità.
In questa sede vorrei proporre una progressione di lavoro basata solo su una variazione dei tipi di contrazione che ci permette, comunque, di mantenere sempre alti i valori d’intensità (Fig. 3-4-5):

Nella contrazione isometrica non si verifica nè accorciamento nè allungamento muscolare.
Durante la
contrazione isotonica concentrica il muscolo si accorcia.
Nella
contrazione isotonica eccentrica il muscolo produce una tensione che non è sufficiente alla forza esterna, pertanto si verificherà un allungamento delle fibre muscolari (azione frenante).
Gli
esercizi pliometrici
sono caratterizzati da una prima fase eccentrica e da una successiva contrazione concentrica-balistica.
Questo tipo di progressione ha come obiettivo di giungere ai carichi eccentrici e pliometrici, cioè quelli che provocano più “danni” muscolari, con una muscolatura estensoria più pronta a questo tipo di sollecitazione.

Lavoro principalmente PLIOMETRICO
Periodo di gara

L’utilizzo delle esercitazioni isometriche è controindicato al miglioramento della forza esplosiva: (a) l’isometria provoca un ispessimento del tessuto connettivo muscolare e un conseguente decremento delle capacità visco-elastiche dello stesso, (b) i pattern di attivazione dei diversi tipi di fibre sono completamente diversi da una contrazione esplosiva-balistica (”La forza muscolare” Bosco 1997), ma eseguendole su tavolette propriocettive (Fig. 6) per un breve tempo (10” circa) possono stimolare con più efficacia il sistema nervoso periferico (fusi neuro-muscolari) e facilitare la capacità di reclutamento di nuove unità motorie (Bosco e Coll. 1995), rendendo il sistema neuro-muscolare più pronto al lavoro successivo.
Nonostante l’esiguo tempo a disposizione non si deve mai trascurare un lavoro settimanale sugli ischio-crurali (flessori della gamba) specialmente in eccentrico (Fig: 7 e 8), in quanto, nel portiere, forse più che negli altri ruoli, questo distretto muscolare (della gamba calciante) subisce delle fortissime sollecitazioni in eccentrico. Durante il rinvio dal fondo e nell’azione di calcio con auto-passaggio l’azione della gamba calciante è violentissima (la distanza che percorre la palla dopo un rinvio del portiere è sicuramente maggiore di quella dei lanci o dei tiri degli altri giocatori che sono molto più condizionati da valutazioni spazio-temporali e di differenziazione neuro-muscolare), con un intervento massimale dei flessori della coscia (ileo-psoas e retto femorale) e degli estensori della gamba (quadricipite) che è abbinata ad una fortissima sollecitazione eccentrica degli ischio-crurali.


fig. 7

fig. 8

Esempi di - CONTRAZIONE ECCENTRICA - degli ischi-crurali eseguiti a coppie

Prediligere l’aspetto qualitativo per mancanza di tempo comporta una scelta dei tipi di lavoro:
1. -I lavori pliometrici dovrebbero essere eseguiti principalmente a gambe alternate (non si verificano quasi mai degli stacchi con entrambe gli arti inferiori, solo in caso di errore temporale durante un’uscita, cioè quando il portiere si trova in anticipo e deve staccare da fermo). L’azione di stacco ad una gamba prevede anche un A.C.O. più bassa e ciò sicuramente porta meno sollecitazione alla parte lombare del rachide. Inoltre, per l’evidente valore di “deficit bilaterale” ( che è stato quantizzato fino al 25% negli arti inferiori, Secher e al. 1978), cioè quel fenomeno per cui la forza sviluppata in uno sforzo bilaterale massimale è minore di quella esercitata in un gesto unilaterale omologo (Lateralità e bilateralità, Squadrone, Gallozzi, Pasquini, S.d.S. n°33 1995), il lavoro a gambe alternate è ancora più consigliato. Secondo me gli stacchi ad una gamba possono essere eseguiti sia frontali che laterali (cosa che si verifica durante la fase di gioco), ma ha poco senso eseguire quelli a piedi pari frontali (non si verifica mai una fase di spinta frontale a piedi pari), ma solo laterali.

2. -Presso le Società che non dispongono di campo in erba spesso si utilizza la buca di sabbia; questa superficie, però, aumentando i tempi di appoggio può diminuire la forza esplosiva (Evoluzione delle capacità esplosive-elastiche e di combinazione e accoppiamento nel salto verticale dei giovani portieri. Martone, L’allenatore 1999). Sono molto più efficaci i tappeti paracadute o la buca di sabbia da utilizzare però solo come superficie di caduta. L’ideale sarebbe una porta con due buche di sabbia laterali e una parte centrale (di stacco) più dura -
Fig. 9.

Aspetti tecnici


La correzione degli errori tecnici del portiere adulto in campo dilettantistico comporta notevoli difficoltà. In allenamento, dove spesso la pressione temporale e i dati da analizzare prima della risposta motoria sono minori, il portiere riesce spesso a percepire l’errore e a correggerlo, ma in partita tende ad avvalersi degli schemi motori più consolidati.
Pertanto se l’errore è macroscopico dobbiamo tentare la correzione, mentre per quelli di piccola entità si dovrebbe soprassedere, ma sempre facendo notare quale sarebbe stato il gesto più adatto alla situazione.


Esempio di microciclo settimanale del periodo di gara


Martedì
Condizionale: Forza speciale (80 toccate) se possibile abbinata a 1-2 serie di 2-3 rip. di Forza massimale (pressa); gli esercizi di forza speciale possono anche essere eseguiti con elementi tecnici (“ring”, tuffo o azione di uscita alta, ecc.).
Tecnico: lavoro a terra e rilanci con le mani.
Situazionale: in accordo con l’allenatore.

Mercoledì
Condizionale: Potenziamento generale (compreso quello sugli ischio-crurali); Forza speciale (20 toccate) + brevi tratti di velocità (m.5);
Tecnico: tecnica con i piedi, tuffi alti e capacità di reazione.
Situazionale: in accordo con l’allenatore.

Giovedì
Condizionale: lavori propriocettivi (tavolette o simili) e/o funicella e/o andature con cambi di ritmo.
Tecnico: “palle alte” (bisogna considerare che l’azione di ricaduta dopo un’uscita alta è una forte contrazione eccentrica; pertanto, solitamente, non ho mai abbinato nella stessa seduta lavori di forza specifica sugli arti inferiori ed ho sempre evitato di eseguire le “palle alte” il sabato per la vicinanza con la gara)
Situazionale: partita

Sabato (matt.)
Condizionale: rapidità
Tecnico: capacità di reazione e rinvii e o un ripasso breve di tutti i gesti tecnici
Situazionale: palle inattive

Comunque il lavoro dovrebbe essere pianificato anche con gli atleti e, conseguentemente, può subire della variazioni per andare incontro alle loro esigenze psico-fisiche. Se il portiere durante l’ultima partita avesse percepito delle difficoltà su un aspetto tecnico o fisico (anche se noi non ce ne siamo accorti) sarebbe consigliabile, secondo me, per una sua tranquillità psicologica, spendere più tempo su quel tipo di lavoro.
Un sincero ringraziamento al Colleferro Calcio e all’atleta Francesco Cuscito.

Allenare la capacità percettiva dei giovani portieri
di Salvatore Capuano*

Imparare, per un portiere, è un processo che determina modificazioni relativamente durature del potenziale comportamentale, risultanti da esperienze ambientali specifiche. Se si è avuto apprendimento, e a quale grado, si deduce dai cambiamenti comportamentali.
“La percezione, dunque, è una componente integrale di ogni attività di movimento, ed il suo cambiamento, determinato dall’apprendimento, spesso contrassegna progressi decisivi nel processo di apprendimento”. (Loibl 1990, 21). Le complicate situazioni che coinvolgono un portiere in una fase di gioco, implicano movimenti coordinativi molto complessi che sono legati ad elevate espressioni percettive. Questi movimenti molto impegnativi sviluppano determinate competenze percettive, secondo il profilo di ciò che richiedono per la loro esecuzione. Gli stimoli dell’ambiente rappresentano, per il portiere, impulsi emotivi a movimenti ed azioni ed è evidente, quindi, che i processi percettivi vanno considerati processi di interazione tra l’ambiente e la propria persona, e vengono sostenuti sia da processi emotivi sia da processi cognitivi. Le percezioni con informazioni complesse garantiscono competenza d’azione, le tecniche rappresentano i presupposti motori delle azioni. Per ottenere un’elevata competenza di gioco, non occorre tanto esercitare il portiere con tecniche complicate in situazioni semplici, quanto risolvere situazioni complesse di gioco con tecniche semplici.

Esempi:
- Portieri all’interno di un cerchio in numero di 6/8 con due palloni. Trasmissione dei palloni in modo tale che nessuno debba ricevere due palloni.
- Portieri in numero di 8 sul perimetro di un rettangolo (20 x 15) che si passano la palla e cambiano di posto con il corrispettivo di fronte (fig. 1). Lo stesso esercizio si può fare anche con sei portieri;

Richiesta
: continuo cambiamento dall’attenzione periferica a quella focalizzata, addestramento accentuato delle capacità (timing, anticipazione, differenziazione cinestetica, orientamento spazio-temporale).

La difficoltà coordinativa viene determinata dall’esigenza di velocizzare il movimento dalla complessità del compito motorio come ad esempio abbinare una rapidità degli appoggi ad un improvviso cambio di direzione per una parata in controtempo.
Durante l’effettuazione del movimento sono possibili correzioni grazie alle informazioni che provengono dal nostro corpo (propriocettività), tali correzioni sono possibili usando i gradi di libertà degli organi motori.
Jean Le Boulch riguardo all’apprendimento motorio dice che la perfezione dell’automatismo non è nell’acquisizione rigida delle azioni muscolari, ma al contrario nelle possibilità di riorganizzazione i movimenti in situazioni differenti. In un nuovo apprendimento distinguiamo:
una fase esplorativa (rappresentazione mentale, conoscenza e riferimenti) una fase di dissociazione (interiorizzazione degli schemi motori, controllo ed inibizione, selezione, dapprima il controllo è visivo poi sempre più propriocettivo), una fase di stabilizzazione, attraverso numerose ripetizioni presa di coscienza e non addestramento del corpo, (automatismo indipendente dal controllo superiore della corteccia cerebrale).
Poiché le competenze coordinative specifiche hanno impronta individuale (Glasauer 2003) è opportuno costruire e rafforzare il profilo delle risorse individuali. A tale scopo si debbono porre richieste più elevate di quelle poste dalla disciplina e dal ruolo stesso.
Esempio:
- Esercizi di presa, lancio e ricezione e fondamentali tecnici (esempio passaggio alla corda) con diversi compiti supplementari (capriole, salti, rotolamenti, doppie parate in uscita e parate in contromovimento).
- Uno contro uno in maniera continuata in un campo da 15x7 in cui il portiere difende la sua porta ed attacca quella dell’altro portiere (figura 2). Il tutto ponendo vincoli di spazio, pressione temporale e obblighi tecnici.


figura 2

Dunque gli esercizi e i giochi con particolari accenti sulle capacità percettive, implicano contestualmente un forte lavoro sulle capacità coordinative parallelamente allo sviluppo tecnico. Il giovane portiere, come ogni atleta, deve acquisire e stabilizzare un gesto tecnico con la massima precisione possibile per poi saperlo applicare e variare e poi ancora saperlo creare e perfezionare.
Quando a nostro avviso possiamo procedere con richieste altamente specifiche in virtù dei miglioramenti dei nostri portieri, allora si può passare ad una forma superiore di addestramento che richiama tipiche situazioni di gioco in particolari condizioni di pressione. Esercizi che richiedono un superpotenziale coordinativo senza perdere di vista l’aderenza al gioco e alle reali situazioni tipiche di un portiere.
L’eccesso o la carenza delle informazioni generano pressione nella presa di decisione o nell’esecuzione del gesto tecnico, e dunque una pressione particolare per quanto riguarda la rapidità del gesto e la sua precisione dell’esecuzione. Esempio:
Carenza di informazioni
: il portiere si trova al centro di due porticine (A e B). Due palloni al centro velati o nascosti da altri giocatori. Al segnale i due giocatori esterni si staccano per ricevere la palla, che il portiere non vede partire, e solo uno va al tiro. Il portiere dovrà reagire per tempo, percepire i segnali preparatori del giocatore che è pronto per ricevere e calciare e difendere la porticina omolaterale. Il portiere non ha informazioni per anticipare un programma d’azione fino a quando non vede la palla che esce dal velo fatto dai giocatori. Variante: l’altro giocatore che non calcia, riceve successivamente la palla e va in 1 contro 1 dalla parte opposta (figura 3).


figura 3

Eccesso di informazioni: il portiere al centro tra due porticine (figura 4). Di fronte due giocatori (a – b) con due palloni che previo accordo calceranno verso le due porte: il giocatore “b” in 1:1 ed il giocatore “a” con un tiro. Ognuno tira verso la propria porticina omolaterale dando inizio all’azione simultaneamente. Il portiere deve reagire immediatamente: intuire chi va al tiro per pararne il pallone e immediatamente dopo cambiare posizione per uscire in 1:1 con il giocatore opposto.


figura 4

In un sistema globale di allenamento devono essere inseriti degli aspetti metodici dell’allenamento della coordinazione:
- variazione dell’esecuzione del movimento delle tecniche sportive;
- cambiamento delle condizioni esterne;
- combinazioni di abilità motorie;
- aumento delle richieste di precisione;
- massima accelerazione del ritmo dei movimenti;
- variazione della presa d’informazioni (nascondendo la presa di informazioni o con eccessi di informazioni);
- esercitazione in stato di affaticamento;
- esercitazione in condizioni di pressione psichica (rumori o compiti supplementari);
- condizioni di molteplicità di informazioni e creazione di situazioni in cui si debbono prendere decisioni.
Il livello di coordinazione diminuisce con il progredire della esperienza dei giocatori. Questo fenomeno viene spiegato con la limitazione dei mezzi di allenamento utilizzati per perfezionare elementi tecnici già noti e della gamma di esercizi utilizzati per lo sviluppo della coordinazione.
Da tempo è stata riscontrata la necessità che, assolutamente, ogni anno il 15% degli esercizi utilizzati venga sostituito da esercizi nuovi (Ulatowski 1989), in quanto le ricerche hanno dimostrato che solo esercizi nuovi, sconosciuti agli atleti, ne possono sviluppare la coordinazione. Si tratta di indicazioni che non sempre vengono applicate alla prassi (Starosta 2003).

*Docente di Scienze Motorie e Istruttore Giovani calciatori.


Uscite sulle palle alte:

teoria e proposte operative

Una serie di esercitazioni per il miglioramento di un fondamentale che caratterizza sempre più la prestazione del portiere moderno.

L’evoluzione del gioco del calcio, delle strategie offensive con palla in movimento e palla ferma ha determinato una richiesta sempre più pressante nei confronti del portiere soprattutto per quanto riguarda il dominio dello spazio aereo (e non) di fronte a lui.

Le difficoltà che riguardano l’uscita su palle alte sono molteplici,dall’abilità degli attaccanti ai quali contendere il pallone alle difficoltà relative alla pronta lettura delle traiettorie, dalle caratteristiche di colui che calcia alle caratteristiche dei palloni finendo con le interferenze di chi occupa lo spazio davanti a noi (difensori e attaccanti).

Tuttavia la difficoltà più grande in un calcio esasperato come il nostro, soprattutto ad alto livello, è rappresentata dalla difficile scelta di abbandonare la porta e avventurarsi in azioni che spesso risultano rischiose per le situazioni contingenti che si vengono a creare. Il tutto possibilmente senza sbagliare... mai !!!

Di seguito una raccolta di esercitazioni più o meno conosciute sul tema in oggetto.

Non rappresentano cronologicamente una ideale progressione didattica, ma sono proposte operative che potranno essere elaborate secondo i vostri criteri e la vostra filosofia.

La scelta degli esercizi, il numero delle ripetizioni varierà a seconda degli obiettivi tecnici e fisiologici da raggiungere, dal momento all’interno del microciclo e dal contesto generale del lavoro di portieri e squadra.

Nelle esercitazioni (soprattutto quelle che si riferiscono a situazioni che riproducono il modello gara), è molto importante avere un atteggiamento aggressivo nei confronti della palla e della situazione. La presenza di sagome/uomini attivi/passivi (elementi di disturbo) educherà a familiarizzare con le interferenze. Il disturbo può essere causato essenzialmente da due fattori:

• visivo: la corsa e/o la presenza di un giocatore può interferire con la traiettoria della palla, ad es. il taglio di un attaccante che va a a colpire sul primo palo in anticipo con palla invece indirizzata sul secondo palo

• fisico-tattile: la corsa e/o la presenza di un giocatore (difensore o attaccante) può interferire attraverso l’impatto diretto. È fondamentale in questo frangente, arrivare ad intercettare il pallone con il tempo giusto nel punto di maggiore velocità del nostro corpo, punto nel quale potremo esprimere, in caso di contatto, una forza di impatto superiore,

(Forza = Massa X Accelerazione).

 

Foto 1.

Anticipando l’arrivo sulla palla arriveremmo viceversa “scarichi” e vulnerabili nei confronti dell’attaccante che stacca in corsa.

• Fondamentale quindi è la lettura della traiettoria della palla dove per lettura si intendono tutte quelle elaborazioni (valori relativi a velocità della palla, traiettoria, spazio da coprire etc..) che portano all’intercettamento e alla conquista della palla nel punto più alto o comunque anticipando l’azione degli avversari.

 

Foto 2.

 

Capacità coordinative

Nei giovani portieri sarà particolarmente importante lavorare per lo sviluppo delle capacità coordinative ed in particolare:

• capacità di ritmizzazione: permette di trovare i corretti passi di spostamento per arri