|
Razioni alimentari pre e post gara
|
Il giorno della
competizione sportiva l’atleta è bersaglio di una reale aggressione da
stress che sollecita tutto il suo organismo, obbligandolo a far
appello a tutte le sue risorse fisiche e mentali e procurandogli uno
stato di affaticamento che l’organismo può essere più o meno ben
allenato a sopportare.
Una dietetica razionale, prima e dopo la gara, trova la sua piena
espressione nel provvedere ad alimentare l’atleta nel momento, nel
modo e nella quantità più conveniente alle sue risposte fisiologiche,
al tipo di sforzo fisico da sostenere, alla durata della gara e ai
regolamenti inerenti allo sport praticato, al fine di non interferire
negativamente sulle prestazioni atletiche, anzi cercando, se
possibile, di migliorarle, nonché di contribuire a ridurre al minimo
le reazioni da fatica che sopravvengono durante e dopo lo sforzo
sportivo.
Alimentazione Pre Gara
Il momento che precede una competizione agonistica riveste sicuramente
aspetti molto particolari, carichi di risvolti psicologici del tutto
personali, frequentemente condizionati da significati cabalistici
legati ai risultati ottenuti in passato. In tali frangenti
l’alimentazione è fenomeno del tutto singolare e relativo, in
considerazione del fatto che mentre alcuni non riescono a digerire
neppure i pasti più leggeri, altri invece non si sentono in forma se
non hanno ingerito copiose quantità di cibo.
La questione del pasto pre-gara potrebbe caricarsi di problematiche
abbastanza complesse: se da un lato infatti l’eventuale possibilità di
apportare preziose fonti energetiche può essere positivo, in
particolare sotto l’aspetto psicologico, dall’altro potrebbe
presentare degli effetti controproducenti legati ad una difficile
digestione e ad una ipoglicemia reattiva.
Finalità
Il bisogno di alimentarsi, prima e addirittura durante la gara,
deriverebbe dalla necessità di ovviare ad uno stato di astenia
(riferita dagli atleti come sensazione di ''gambe molli'') e dalla
ipoglicemia che si manifesta prima della gara, vuoi per il lungo
intervallo di tempo intercorso dall'ultimo pasto, vuoi per la tensione
nervosa, che ha la capacità di abbassare notevolmente la glicemia, ma
soprattutto per sopperire al consumo del carburante di elezione, quale
è il glucosio, che si verifica durante la gara stessa. Alimentarsi nel
periodo pre-gara, e sopperire ai bisogni dell'organismo nell’imminenza
o durante la gara stessa, ha in pratica una triplice finalità:
1. il mantenimento di un livello relativamente costante e vicino alla
norma di glucosio, carburante esclusivo per il cervello, elettivo per
i muscoli impegnati in lavori massimali;
2. la formazione o il risparmio del glicogeno nel fegato e nei
muscoli;
3. il rifornimento di materiale energetico di elezione e di immediata
utilizzazione.
Il glicogeno muscolare rimane il fattore limitante per il compimento
dello sforzo fisico e pertanto la sua deplezione è la diretta
responsabile dell’insorgenza della fatica. A tal proposito, si deve
tener conto della distribuzione topografica del glicogeno: i 300 - 400
gr., responsabili di una apporto di 1200 - 2000 calorie, sono il
risultato del contenuto di tutto il patrimonio muscolare di tale
sostanza biologica, e non già di singoli distretti muscolari
particolarmente sollecitati in alcuni sport. Si potrà verificare
pertanto la totale deplezione di questa preziosa fonte energetica nel
gruppo muscolare particolarmente stimolato dal gesto sportivo
specifico, con sviluppo di senso di fatica, mentre una quota della
stessa rimane reclutata ed inutilizzata in altri comparti muscolari
scarsamente interessati dal gesto stesso. Questo spiega il senso di
fatica in determinati sport, come il calcio, dove alcune masse
muscolari vengono sollecitate in modo sproporzionato rispetto ad
altre, e spiega altresì la difficoltà ed il protrarsi dei tempi di
recupero della fatica stessa.
E’ bene ricordare ancora che la fatica non possa essere evitata con il
rifornimento di carboidrati nell’imminenza della gara e nel corso
della stessa, in quanto è insufficiente il tempo a disposizione per la
risintesi del glicogeno muscolare, ma il senso di fatica sembra essere
sicuramente procrastinato dalla supplementazione di carboidrati, in
quanto favorisce il risparmio del glicogeno muscolare. E’ intuitivo
come questo fatto assuma una importanza capitale. Il risparmio anche
di soli 15 gr. di glicogeno distrettuale, pari a 60 calorie,
l’equivalente della somministrazione di 15 g. di carboidrati, consente
al giocatore di disporre di un pool energetico da utilizzare nelle
fasi finali di una gara. Potrebbe significare lo sprint decisivo in
una gara di durata. Potrebbe equivalere al canestro del sorpasso a fil
di sirena. Potrebbe rappresentare il guizzo per gol partita. Un
secondo, un canestro, un goal possono significare un record, una
partita... un campionato ...una coppa.
Appurato che esiste un presupposto razionale per un apporto alimentare
prima e durante un impegno agonistico, prendiamo in considerazione
come attuare praticamente tale presupposto nel momento e nel modo più
opportuno.
Momento
Tra la fine di un pasto consistente e l'inizio di una gara debbono
trascorrere non meno di tre quattro ore, questo in ossequio alla
famosa legge detta appunto delle tre ore. Tale regola è finalizzata ad
evitare, durante lo sforzo, un iperafflusso di sangue agli organi
deputati alla digestione, con la conseguenza di un ridotto apporto di
sangue ai muscoli ed al cervello, impegnati nella attività sportiva,
compromettendone la performance. Di contro, l’aumentato apporto di
sangue ai muscoli, che si verifica durante l’attività sportiva, può
disturbare il processo digestivo, procurando quella particolare
condizione che in gergo viene definita come ''congestione''.
E' questa una legge che resiste al vaglio del tempo, e che anzi è
stata rafforzata da indagini sperimentali.
Modo
Il pasto deve essere “leggero”, termine molto in uso comunemente, ma
che dovrebbe cedere al concetto più fisiologico di “facilmente
digeribile”, non molto abbondante, povero di fibre, in modo da
garantire non solo il completo svuotamento dello stomaco, ma pure
anche la totale digeribilità.
Al contempo, non deve provocare picchi anomali di glicemia e provocare
una risposta anomala insulinemica Un’alta concentrazione di insulina
determina una ipoglicemia riflessa, che ha la sua massima espressione
dopo due o tre ore, tale da compromettere le prestazioni atletiche del
giocatore. Per tale motivo, nel pasto pre-gara si dovrebbero preferire
alimenti ad alto contenuto di zuccheri complessi, come l’amido, in
grado di fornire discrete quote di glucosio, contenendo tuttavia il
picco iperglicemico e regolarizzando la risposta dell’insulina.
Variazioni trascurabili delle oscillazioni della curva glicemica, con
l’annullamento dell’effetto insulinemico, si ottengono con l’aggiunta
di una quota proteica. (creff)
Le bevande energetiche, di ormai diffusa commercializzazione,
contenenti una miscela di zuccheri, maltodestrine, fruttosio e
glucosio, somministrate nell’immediato momento che precede lo sforzo
fisico e nel corso dello stesso, trovano una loro piena
giustificazione e rappresentano la più naturale e corretta scelta
nutrizionale.
Come logica conseguenza di quanto esposto, per sports come la
pallacanestro ed il calcio, dove l’attività sportiva è limitata nel
tempo e caratterizzata da un intervallo, ci sembra opportuno suggerire
i seguenti comportamenti dietetici, attuati nei pratici schemi
riportati, suddivisi in funzione dell’ora di inizio della gara stessa:
1. colazione del mattino
2. pasto pre gara
3. bevanda pre gara
4. bevanda nell’intervallo.
Alimentazione post gara
Con frequenza, l’alimentazione dopo una gara assume scarsa attenzione
da parte degli addetti ai lavori, vuoi per la premura di tornare in
fretta da una interminabile trasferta, vuoi per la libertà concessa ai
giocatori quando la gara è casalinga. Spesso è l’ora che non favorisce
il consumare assieme il pasto post gara: le partite di calcio, nella
stagione invernale, terminano alle ore 16,00 -.16,30, ora in cui
nemmeno i vicini svizzeri osano sedersi per la cena. Spesso è il
risultato a determinarne l’andamento, nel contenuto qualitativo e
quantitativo.
Ma uno sconquasso metabolico operato da una partita, come la
depauperazione delle riserve energetiche, le perdite idrico saline,
l’alterazione dell’equilibrio acido-basico, l’accumulo di cataboliti
derivati dall’usura dei tessuti, meriterebbe ben altra considerazione
proprio per gli obiettivi che si prefigge:
1. reintegrare le perdite idrico saline
2. resintetizzare il glicogeno muscolare consumato
3. riparare i danni strutturali conseguenti allo sforzo sostenuto
4. evitare un ulteriore sovraccarico metabolico
Dei traguardi così impegnativi non possono essere lasciati al caso,
alla cattiva organizzazione o alla iniziativa del singolo atleta, ma
richiedono una disamina più complessa, prendendo in considerazione,
come per il pasto pre gara, aspetti peculiari riguardanti il tipo e la
quantità di alimenti da assumere, nonché il momento più opportuno per
mangiare.
Finalità
Il ripristino delle perdite di acqua e sali minerali, è senza dubbio
il fine principe dell’alimentazione post gara. Bere dunque,
sorseggiando, una quantità di liquidi “smisurata”. E’ bene ricordare
che il senso della sete potrebbe essere insufficiente al reale
fabbisogno di liquidi persi con l’abbondante sudorazione. In tal caso,
vale l’aforisma “melius abundare quam deficere”, il surplus infatti,
in persone normali, verrebbe facilmente eliminato attraverso il sudore
o le urine, mentre un deficit provocherebbe un calo notevole di
efficienza fisica. Pensate che basta una perdita d’acqua del 5% del
peso corporeo per subire una calo del 50% di rendimento.
L’abnorme spesa energetica è avvenuta soprattutto a spese dello
svuotamento del glicogeno muscolare, che deve essere ripristinato
quanto prima. Infatti, anche se sono normalmente necessarie circa 20
ore affinché siano ripristinate le scorte di glicogeno, sono le prime
due ore quelle più propizie a pagare tale debito, purché siano
adeguate le somministrazioni di glucidi sia in termini qualitativi che
quantitativi. Alcuni autori (Ivy, Coyle) sono del parere che la
somministrazione di glucosio e saccarosio, iniziata entro trenta
minuti dalla fine della gara e continuata, con l’aggiunta di amido,
nelle due ore successive, garantirebbe un incremento della risintesi
dal 2% per ora al 5-6% per ora. La somministrazione di fruttosio non
sembra invece possedere la medesima efficacia.
Un aspetto non trascurabile è l’usura tessutale operata dalla
prestazione sportiva, in particolare quella del tessuto muscolare, con
un elevato catabolismo proteico, cui l’organismo dovrà provvedere,
senza peraltro apportare un ulteriore sovraccarico nello smaltimento
delle scorie prodotte. A tal proposito, recenti segnalazioni hanno
evidenziato l’esistenza di aminoacidi ad esclusivo utilizzo catabolico
ed aminoacidi ad esclusivo utilizzo anabolico. Quanto maggiore è la
frazione catabolica presente nelle proteine alimentari, più abbondanti
saranno le scorie azotate; viceversa, più alta (quanto maggiore) sarà
la frazione anabolica, tanto più commisurata diverrà la risposta di
ricostruzione plastica dei tessuti, ed in particolare di quelli
muscolari che costituiscono il 40% delle proteine totali
dell’organismo.
Le proteine contenute nei cibi vengono classificate in funzione del
loro indice anabolico: ad indice più alto corrisponderanno proteine a
maggior valore biologico. Nell’alimentazione proteica dello sportivo è
indispensabile fornire proteine composte da aminoacidi che più e
meglio si integrano nel metabolismo dello sportivo.
Opportune proteine di origine animale assolvono certamente meglio a
questa funzione perché contengono tutti gli amminoacidi essenziali ed
indispensabili e, quello che maggiormente conta, in armonia ed in
equilibrio tra loro. Quantità, armonia ed equilibrio sono combinati in
misura tale da non richiedere un’assunzione eccessiva di alimenti
proteici, contenendo in misura ragionevole la produzione di scorie
azotate.
Un progetto molto ambizioso e di recente acquisizione (considerazione)
è il tentativo di controllare o quantomeno limitare il danno
ossidativo operato dai radicali liberi. Dato l’alto potenziale dannoso
insito in questi metaboliti, gli esseri viventi hanno sviluppato un
multiforme e potente sistema difensivo: Vit. E , B carotene, Ac.
Ascorbico, glutatione, ac. urico, sono alcuni degli esempi dei
numerosi composti che l’organismo ha a disposizione per prevenire o
bloccare gli effetti dannosi di tali sostanze. In condizioni normali
esiste un equilibrio dinamico tra produzione di radicali e
antiossidanti, che frequentemente l’attività fisica protratta può
alterare, essenzialmente per un aumento eccessivo ed incontrollato di
perossidi, o per una carenza naturale di riserve antiossidanti, unita
ad una ridotta efficacia enzimatica dei sistemi di difesa, creando una
situazione che prende il nome di STRESS OSSIDATIVO. Un’alimentazione
spesso non razionale (es. cibi ricchi di grassi., fritture, eccesso di
alcool), soprattutto dopo un impegno agonistico, potrebbe non solo
limitare, ma addirittura incrementare i danni provocati dai perossidi,
che al contrario dovrebbero essere prevenuti con una integrazione pre
e post gara.
Da ultimo, l’attenzione deve essere rivolta al pH: l’incremento
dell’acido lattico e dell’ac. piruvico, diminuiscono il potere
tamponante del sangue, per la caduta della concentrazione di
bicarbonato.
Dopo tali premesse, vediamo praticamente il momento ed il modo più
opportuno di alimentarsi.
Momento e Modo
Immediatamente dopo la competizione,
bere.
La bevanda potrà essere qualunque, purché non alcolica, acqua minerale
leggermente gassata o bibite isotoniche, e dovrà rispettare alcune
caratteristiche particolari: fresca, preferibilmente con disciolte una
soluzione di zuccheri e sali minerali, alcalina, non molto
concentrata. Dovrà essere assunta a piccoli sorsi (150-200 ml), il
tutto per ridurre al minimo il tempo di svuotamento dello stomaco e
favorire l’assorbimento intestinale. L’integrazione idrico-salina
dovrà ovviamente essere continuata soprattutto dopo la fatica
sportiva, scegliendo menù adeguati, così da soddisfare le carenze con
prodotti il più possibile naturali.
Dopo la doccia e nel momento del relax, è consigliabile il consumo di
frutta fresca o centrifugati di frutta: oltre all’azione
alcalinizzante, eccellente in alcuni frutti ricchi di potassio, non
trascurabile è quella antiossidante per l’apporto di vitamina C.
Mangiare solo dopo un tempo adeguato, da due a tre ore dalla fine
della fatica. Il pasto dovrà essere costituito da cibi cucinati nel
modo più semplice possibile e facilmente digeribili. Qualitativamente
la sua composizione dovrà prevedere una discreta quantità di
carboidrati complessi amidacei, ed una parte proteica ad alto valore
biologico, con l’aggiunta di una piccola quantità di condimento
vegetale, attraverso l’olio d’oliva. La preferenza verrà data agli
alimenti scarsamente acidificanti. (TAB 1).
Tab. 1 Cibi acidificanti e alcalinizanti (espressi in ml di un acido
forte o di alcale forte corrispondenti a 100 gr. di ogni singolo
alimento crudo. Naturalmente, più alto è il numero, più forte è il
potere acidificante o alcalinizzante di quell’alimento) Tomasi, 1982.
|
ACIDIFICANTI |
 |
ALCALINIZZANTI |
 |
|
tuorlo d’uovo
ostriche
coniglio
prosciutto affumicato
carne magra di bue
uovo intero
pollo
spaghetti
maccheroni
farina
sgombro
cuore di bue
rognone di vitello
fegato di bue
riso
oca
rognone di bue
pane completo
pane bianco
cioccolato
formaggi
merluzzo fresco
albume d’uovo |
25.6
15.2
14.8
12.5
11.8
11.1
10.7
10.5
10.5
9.6
9.3
9.1
8.4
8.2
8.1
7.7
7.6
7.3
7.1
6.8
5.5
5.5
5.2
|
fichi
albicocche secche
spinaci
datteri
barbabietole
carote
sedano
lattuga
succo d’ananas
patate
albicocche
ananas intero
fragole
succo di pomodoro
ciliege
banane
arance
pomodoro
cavolfiore
pesche
cavolo
pompelmo
succo di limone
funghi
mela
pera
uva
ananas in conserva
ravanelli
latte fresco
cipolle
piselli freschi |
100.9
31.3
27.0
11.0
10.9
10.8
7.8
7.4
7.0
7.0
6.8
6.8
6.6
6.2
6.1
5.6
5.6
5.6
5.3
5.0
4.5
4.2
4.1
4.0
3.7
3.6
3.1
2.9
2.9
2.4
1.5
1.3
|
|
ALIMENTAZIONE GIORNO PRE-GARA
|
|
COLAZIONE |
ORE: |
Frutto
Te o caffè macchiato con biscotti o crostata o fette biscottate con
miele
Yogurt o latte
Spremuta di pompelmo o arancia |
|
PRANZO |
ORE: |
Frutta fresca
Spaghetti o pasta al pomodoro
Carne ai ferri o pollo allo spiedo
Porzione di formaggio
Verdure cotte o crude
1 panino
Spremuta di frutta ed eventualmente acqua |
|
MERENDA |
ORE: |
Te al limone o al
latte
Biscotti o crostata |
|
CENA |
ORE: |
Frutta fresca
Risotto alla parmigiana o pasta asciutta
Carne arrosto o polo arrosto o pesce ai ferri o al forno
Insalata o verdure cotte
1 panino
Spremuta di frutta o eventualmente acqua |
|
ALIMENTAZIONE GIORNO DI GARA ORE
14.30 - 15.00 - 16.00
|
|
COLAZIONE |
ORE: 9.00 |
Frutto
Te o caffè macchiato con biscotti o crostata o fette biscottate con
miele
Spremuta di pompelmo o arancia |
|
PRANZO |
almeno tre ore
prima della gara |
Frutta fresca o
macedonia di frutta fresca
Spaghetti o pasta al pomodoro e basilico
½ Porzione di carne ai ferri con patate al forno o
Prosciutto crudo con patate lesse
Spremute di arancia o pompelmo o succo di frutta
|
|
PRE GARA ED
INTERVALLO |
 |
Bevanda zuccherata
( glucosio - fruttosio - maltodestrine )
e con sali minerali ( sodio - potassio - magnesio )
|
|
DOPO GARA |
 |
Spremute di frutta
o frullato di frutta o succhi di frutta |
|
CENA |
 |
Frutta fresca o
cotta
Minestra di verdure in brodo di carne (!) con riso e prezzemolo o
Risotto alla parmigiana e tazza di brodo di carne a parte o
Pasta con ragù e tazza di brodo di carne a parte
Pesce o carne o pollo ai ferri o allo spiedo
Verdure fresche e/o insalata
1 panino
Spremuta di frutta ed acqua a volontà |
|
ALIMENTAZIONE GIORNO DI GARA ORE
18.00
|
|
COLAZIONE |
ORE: 9.00 |
Frutto
Yogurt o latte
Te o caffè macchiato con biscotti o crostata o fette biscottate con
miele
Spremuta di pompelmo o arancia |
|
PRANZO |
ORE: 12.30 |
Frutta fresca o
macedonia di frutta fresca
Verdure fresche
Spaghetti o pasta al pomodoro e basilico o
Risotto alla parmigiana
Filetto o carne o pollo ai ferri o allo spiedo con patate al forno o
lesse
Spremute di arancia o pompelmo o succo di frutta
|
|
PRE GARA ED
INTERVALLO |
 |
Bevanda zuccherata
( glucosio - fruttosio - maltodestrine )
e con sali minerali ( sodio - potassio - magnesio )
|
|
DOPO GARA |
 |
Spremute di frutta
o frullato di frutta o succhi di frutta |
|
CENA |
 |
Frutta fresca o
cotta
Minestra di verdure in brodo di carne (!) con riso e prezzemolo o
Risotto alla parmigiana e tazza di brodo di carne a parte o
Pasta con ragù e tazza di brodo di carne a parte
Pesce o carne o pollo ai ferri o allo spiedo
Verdure fresche e/o insalata
1 panino
Spremuta di frutta ed acqua a volontà |
|
ALIMENTAZIONE GIORNO DI GARA ORE
20.30
|
|
COLAZIONE |
ORE: 9.00 |
Frutto
Yogurt o latte
Te o caffè macchiato con biscotti o crostata o fette biscottate con
miele
Spremuta di pompelmo o arancia |
|
PRANZO |
ORE: 12.30 |
Frutta fresca o
macedonia di frutta fresca
Verdure fresche
Spaghetti o pasta al pomodoro e basilico o
Risotto alla parmigiana
Filetto o carne o pollo ai ferri o allo spiedo con patate al forno o
lesse
Spremute di arancia o pompelmo o succo di frutta
|
|
SNACK |
ORE:17.00 |
Biscotti o crostata
di mele
Spremute arancia o pompelmo
Eccezionalmente
2 fette di prosciutto crudo o ½ porzione di carne con riso Pilaf. o
all’inglese |
|
PRE GARA ED
INTERVALLO |
 |
Bevanda zuccherata
( glucosio - fruttosio - maltodestrine )
e con sali minerali ( sodio - potassio - magnesio ) Te al limone o
al latte |
|
CENA |
 |
Frutta fresca o
cotta
Minestra di verdure in brodo di carne (!) con riso e prezzemolo o
Risotto alla parmigiana e tazza di brodo di carne a parte o
Pasta con ragù e tazza di brodo di carne a parte
Pesce o carne o pollo ai ferri o allo spiedo
Verdure fresche e/o insalata
1 panino
Spremuta di frutta ed acqua a volontà |
Dott. EZIO GIANI
Specialista in Medicina dello Sport
Specialista in Scienza dell’alimentazione
Medico Sociale della Pallacanestro Cantù e del Calcio Como.
Bibliografia
1. Albertini A., Colli A., et al.: Nutrirsi per lo sport. COOP.
Lombardia 1996.
2. Arsenio L.: I glucidi. Atti convegno di studio su “L’alimentazione
del calciatore”. Castel Ivano (TN) 21-22 maggio, 1992.
3. Bergstrom I, and other: Diet, muscle glycogen and phisical
performance. Acta Phisiol. Scand., 7, 140-150, 1967.
4. Caldarone G., Giampietro M., et al.: Principi generali della
nutrizione dell’atleta. Atti delle Giornate Internazionali Riminesi
dio Medicina dello Sport “La nutrizione di base e di emergenza nelle
attività sportive”. Rimini, 24-25 settembre, 1993.
5. Cestaro B.: Radicali liberi nell’esercizio fisica. Atti convegno di
studio su “L’alimentazione del calciatore”. Castel Ivano (TN) 21-22
maggio, 1992.
6. Cipolla M, Giani E.: Alimentazione dello sportivo (manuale
pratico). Ed. Cam Sport. Monza, maggio 1995
7. Cipolla M.: L’acqua e i minerali: equilibrio idro-salino ed
attività sportiva. Atti convegno di studio su “L’alimentazione del
calciatore”. Castel Ivano (TN) 21-22 maggio, 1992.
8. Cipolla M.: L’alimentazione dello sportivo. Istituto Scotti Bassani,
schede informative n° 3-4/93., Milano, 1992.
9. Coyle E. F.: Nutrition and after exercise. Atti della Conferenza
Scientifica Internazionale “Nutrition and Sport Performance”, Roma
20-21 aprile, 1990.
10. Creff A.F., Berard L. :Dietetica applicata allo sport. Masson,
Milano, 1984.
11. Giampietro M.: Gli integratori energetici, minerali e vitaminici
nella pratica sportiva. Atti convegno di studio su “L’alimentazione
del calciatore”. Castel Ivano (TN) 21-22 maggio, 1992.
12. Ivy J. L., Katz S. L. et al.: Muscle glycogen synthesis after
exercise: effect of time carbohydrate ingestion. J. Appl. Physiol.,
64, 1480-1485, 1988.
13. Michelangelo G., Berlutti G., Caldarone G., L’alimentazione
pre-gara, post-gara ed in corso di attività sportiva. Atti delle
Giornate Internazionali Riminesi dio Medicina dello Sport “La
nutrizione di base e di emergenza nelle attività sportive”. Rimini,
24-25 settembre, 1993.
|