| Per
quanto riguarda le parate di palloni difficilmente raggiungibili
dalla stazione eretta o con spostamenti laterali sulle gambe, il
portiere dovrà ricorrere al tuffo. Per iniziare l'insegnamento di
questa tecnica si partirà dalla posizione di "seduta", con gambe
raccolte, lasciandosi quindi cadere ora a destra ora a sinistra.
Successivamente, sempre dalla posizione di seduta, ma con gambe
tese, si passa alla posizione di raccolta nel momento in cui
l'istruttore, che calcia il pallone, appoggia a terra il piede
portante, quindi si stende il corpo lateralmente pronti a ricevere
la palla. Da questo esercizio preparatorio, con la medesima tecnica,
si passa alla posizione di partenza "in ginocchio", successivamente
le stesse esercitazioni verranno eseguite dalla posizione di
"accosciati", per terminare alla posizione di partenza "in piedi".
Questa gradualità nell'esercitarsi eviterà al giovane di incorrere
in quei piccoli infortuni che di solito lo inducono a non continuare
la specializzazione in questo ruolo. Per i tuffi in volo con presa
della palla, sarà per prima la palla ad attutire la caduta con un
elastico movimento di caduta sulle braccia. Per palloni con
traiettoria alta, la presa è collegata con tre azioni coordinate e
successive: 1-stacco da terra, con uno o due piedi; 2-scelta di
tempo esatta, affinché la presa avvenga quando il corpo si trova al
vertice del suo periodo di volo; 3-saldezza di tutto il corpo, per
non lasciarsi sbilanciare dall'avversario. |