E' un recente
movimento di pensiero che pone al centro dell'indagine il soggetto
attivo in termini di psicologia sperimentale, non di filosofia. E'
pedagogia in quanto elabora teorie e scelte educative. Considera la
mente umana luogo di regole e competenze, avvalendosi di "scienze di
confine": cibernetica, informatica, antropologia, linguistica e
neuroscienze. Indaga sui processi cognitivi attraverso cui il
soggetto conosce il mondo (percezione, linguaggio, pensiero,
memoria). Gli studi di Piaget, Bruner, Vygotskji, Lurija, sono
contributi fondamentali alle tesi dei cognitivisti.
Nell'elaborazione attuale cognitivista si impongono due scuole:
-
il modularismo,
secondo cui la mente è organizzata per moduli specifici, a cui
corrispondono intelligenze specifiche (per Garder sono sette:
linguistica, musicale, spaziale, logico-matematica,
corporeo-cinestetica, intrapersonale, interpersonale);
-
il connessionismo,
che postula la mente come un tutt'uno che funziona in parallelo.
Viene rielaborato
il concetto di schema (di origine piagetiana), intendendolo come
organizzazione della conoscenza in relazione all'esperienza, cioè
ricostruzione astratta della realtà. L'azione è legata anche a
dimensioni sociali, serve per realizzare un collegamento esterno
attivo, articolando tra loro processi mentali e processi sociali,
attività cognitiva ed emozionale. Gli stati emotivi positivi
favoriscono elaborazioni mentali più rapide. A livello di processo
mentale è più funzionale la rapidità rispetto all'accuratezza.