Si occupa dei
problemi dell'apprendimento sviluppando in ambito antropologico le
indagini psicologiche ed elaborando teorie pedagogiche.
Bruner è stato allievo di Dewey e
di Piaget. Lo studio delle procedure della mente ne fa uno dei
fondatori del cognitivismo. Il pensiero è fondato su regole logiche,
categorizzazioni che permettono di strutturare ed organizzare i dati
della conoscenza. Di grande importanza è, in questo processo, il
linguaggio. L'evoluzione del pensiero è intesa diversamente da
Piaget: non attraverso stadi, ma attraverso il passaggio da forme di
rappresentazione semplice a rappresentazione complessa; precisamente
da rappresentazione attiva (manipolazione) a rappresentazione
iconica (raffigurazione) e infine a rappresentazione simbolica
(astrazione). La teoria pedagogica è finalizzata a migliorare
l'apprendimento, per "insegnare tutto a tutti" attraverso curricoli
fondati sulla padronanza delle strutture, sull'autoformazione per
educare al cambiamento della società complessa.
Opere: Il
conoscere: saggi per la mano sinistra (1962); Lo sviluppo cognitivo
(1966); Verso una teoria dell'istruzione (1966)..