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dal "Notiziario del Settore Tecnico"
 
IL CONTROPRESSING
di
Dario Bonetti*

 

FORMAZIONE E ISTRUZIONE TECNICA

Tattica

IL CONTROPRESSING

PARTE I: CONCETTI GENERALI

INTRODUZIONE

Se inizialmente il gioco del caldo era basato sulle individualità, con il passare degli anni si è scoper­ta anche l'importanza del gioco di squadra. Ben presto sempre maggiore fu la richiesta di mezzi espressivi rivolti, non solo alle raffinatezze perso­nali del singolo, ma alla unità tattica di 11 gioca­tori. Così tutte le esperienze maturate sul campo dal punto di vista tattico diventano bagaglio importante per un'evoluzione rapida, determinata anche dalle competizioni in­ternazionali che offrono mezzi di confronto tra culture calcisti-che diverse.

Negli ultimi tempi la "moda" propagandata dai giornali sportivi, dalla televisione e dalla radio, ha originato in molti la convinzio­ne che certi elementi della tattica siano così importanti da influi­re sul risultato di una partita e, troppo spesso, per aver voluto ri­sultare originali in ogni modo, si è poi costretti a rivedere i propri punti di vista.

LE QUALITÀ DEL CALCIATORE

// valore morale (mentalità vincente) In questo, come in altri sport, è necessaria un'elevata forza morale, II giocatore deve avere la giusta aggressività per potersi imporre a livello individuale e collettivo, aggressività che va intesa come stimolo al massimo rendimento, alla ricerca della vittoria e ad ac­cettare e superare qualsiasi difficoltà. Senza questa mentalità, che mira al risultato, la crescita, il successo sportivo, il potersi esprimere a buoni livelli diventa­no obiettivi difficili da raggiungere, perché più forte è colui che possiede grandi capacità combattive, sempre intese nei giusti limiti.

// valore tecnico (padronanza di gioco) II valore tecnico ha, come sempre, notevole importanza: l'abilità tec­nica è il presupposto per una giusta padronanza di gioco. Su questo piano vanno compiuti i maggiori sforzi al fine di maggiori progressi, soprattutto nella tecnica, in velocità e nella cinestesi variata. L'atle­ta deve lavorare per affinare al massimo le qualità tecniche.

// valore tattico (supremazia sull'avversario diretto ) II valore individuale del singolo è un fattore tattico essenziale, poiché poter esercitare regolarmente una supremazia nei con­fronti del proprio diretto avversario equivale a dare un notevole vantaggio alla squadra, un vantaggio che va a creare uno squili­brio nell'organizzazione avversaria.

Organizzazione del gioco ( importanza di qualità e dinamici­tà rispetto all'organizzazione)
La qualità individuale avrà il sopravvento sui sistemi e l'azione dinamica di una squadra sarà più importante dell'organizzazio­ne di base.

// valore fisico (ottima salute, volontà, velocità, rapidità) In questi ultimi anni i progressi dei giocatori
sono stati molto evi­denti sul piano fisico.
Il valore fisico dei giovani deve essere sviluppato intensivamente nel periodo di formazione, perciò è necessaria un'identificazione precoce delle caratteristiche atletiche che sono date da ottima sa­lute e volontà; fondamentali sono la velocità e la rapidità.

*Tesi di fine studio del Corso Master 2000/2001 per l'abilitazione ad allena­tore professionista di 1" Categoria.

 

IL PRESSING

Nel linguaggio calcistico attuale, quando si parla di pressing, so­litamente si fa riferimento al comportamento degli attaccanti e dei centrocampisti, piuttosto che a quello dei difensori : per que­sti è sempre stata l'azione principale e determinante. Il calcio oggi si esprime in spazi sempre più ristretti a causa del­la differenza a livello tecnico tra piccole e grandi squadre, per cui sono sempre più frequenti sul campo forme di pressing anche esasperato.

Molte società desiderano una squadra che giochi un calcio offen­sivo in grado di entusiasmare gli spettatori e di raccogliere suc­cessi. Tuttavia un calcio d'attacco che diverta, permettendo di rea­lizzare molte reti e di raggiungere obiettivi importanti, non può essere costruito dall'oggi al domani.

Le squadre di successo ostacolano l'avversario nella sua metà campo, minando alla base la costruzione del gioco dei rivali, uti­lizzando l'impostazione tattica di base del pressing per metterli sotto costante pressione.

Questa è una tattica che, come idea e definizione, nasce dalla pal­lacanestro e soltanto in seguito è stata applicata al calcio come azione collettiva.

Con il passare del tempo anche le grandi squadre si sono orga­nizzate in questo senso per ottenere una pronta riconquista del­la palla.

Un esempio di questo, che ha contribuito alla storia del calcio, è stato il Milan 1988 - 1992. Anche grazie alla presenza di grandi giocatori, ha dato dimostrazione di compattezza con squadra corta e distanze sempre molto ridotte tra i riparti e nei reparti, con grande intesa tra gli esecutori che aggredivano gli avversar! in perfetta sincronia e con la massima determinazione, cioè con tut­ti i principi che esaltano il pressing.

Pertanto si è reso necessario, sia a livello individuale che colletti­vo, trovare delle contromisure:

a livello individuale, migliorando la tecnica applicata controllo -passaggio - dribbling etc...;

a livello collettivo, si è resa necessaria un'organizzazione tattica della squadra per l'applicazione delle relative contromisure.

Per applicare le contromisure al pressing e, conscguentemente, al fuorigioco è necessario conoscere come si attua il pressing. Il pressing non è sempre tendente alla riconquista della palla, ma spesso serve esclusivamente per non far verticalizzare il gioco de­gli avversar! e per non farsi saltare in dribbling. (PRESSING RA­ZIONALE)

Questo è tipico del gioco a zona che com­porta quindi squadra corta e movimenti in sintonia tra i reparti.

Nel caso in cui il pressing abbia l'immedia­to obiettivo della riconquista della palla, l'atteggiamento dei difendenti dovrà essere sostenuto molto da vicino e dovranno an­che essere marcati i compagni del posses­sore di palla. (PRESSING AGGRESSIVO).

Questo tipo di pressing è consigliato quan­do si sta perdendo o si sta giocando contro una squadra più dotata sul piano tecnico. Può essere usato anche quando si è in van­taggio come azione ritardatrice. Ovvia­mente è importante in tutto questo il set­tore del campo dove si aggrediranno gli awersari e le loro caratteristiche tecniche e psico-fisiche.

Componenti del pressing 

Aggressività - abilità -  velocità

II pressing, per un notevole dispendio di energia, implica alcuni limiti. Tutti sanno che durante il gioco la maggior parte del dispendio energetico è dovuto agli spostamenti ed agli smarcamenti che i giocatori compiono.

Tra questi i più spettacolari sono gli "SPRINT", in quanto avven­gono quasi sempre in prossimità del pallone e vengono eseguiti ripetutamente, soprattutto durante l'attuazione del pressing. Perciò la fatica è notevole; è assai difficile quindi assistere ad una partita in cui la squadra, nei due tempi, mantenga lo stesso ritmo e la stessa continuità d'azione.

Molto più attuabile o frequente è il pressing razionale che è un modo per conquistare la palla in possesso degli avversari con l'a­zione coordinata di due o più giocatori, reparti o dell'intera squa­dra, intesa a restringere tempo e spazio a colui che ha la palla e a non permettere che i compagni a lui più vicini possano interveni­re liberamente in aiuto, smarcati e, contemporaneamente, ad im­pedire verticalizzazioni e profondità alla squadra awersaria. Ha, come conseguenza logica anche se non voluta, l'applicazione del fuorigioco, qualora il pressing venga applicato dall'intera squadra. L'azione individuale sul portatore di palla, azione che può (non necessariamente) diventare input al pressing, prende il nome di PRESSIONE. Si possono fare alcune considerazioni in merito al pressing:

Quando fare pressing

- Quando l'avversario riceve palla con spalle alla porta awersaria.

- Quando esegue uno stop imperfetto o lento.

- Quando un compagno dell'avversario esegue un passaggio sbagliato.

- Quando la palla è alta.

- Sul passaggio lento (TEMPO)

Ci sono inoltre dei pressing particolari, definiti "pressing a Invito"

- Su rimesse dal fondo o su rinvio del portiere avversario.

- Dalle fasce laterali da parte della seconda linea con i "centro­campisti esterni".

- Pressing terza linea (difensori) sul movimento della punta oriz­zontale verso l'esterno con spalle girate.

- Pressing su calci d'angolo o punizioni laterali.


 

Dove fare pressing

Schema derivato da una idea dal selezionatore della nazionale brasiliana Claudio Coutinho, che suddivideva il campo in tré zone ben distinte (primi anni settanta) :

Zona ULTRAOFFENSIVA (35 metri d'attacco)

1°) Risultato da recuperare

2°) Aw. inferiori tecnicamente

3°) Aw. inesperti

4°) Fattore sorpresa

5°) Azione ritardatrice ( anche in caso di svantaggio).

Zona OFFENSIVA (fascia mediana del campo)

1 °) Squadre pari valore

2°) Fattore sorpresa

3°) Azione ritardatrice (anche in caso di vantaggio).

Zona DIFENSIVA (35 metri di difesa) 1 °) Contro squadre più forti 2°) Siamo in vantaggio 3°) Stanchezza

CONTROPRESSING

II contropressing è un atteggiamento di gioco tendente ad elude­re il pressing, sia aggressivo che razionale. Può essere riferito sia al singolo giocatore che all'intera squadra. Il contropressing si può sviluppare con un'azione di uno o più gio­catori. L'azione del singolo deve essere basata:

- sul controllo di palla che non deve essere vicino all'awersario e fuori dalla traiettoria di corsa dell'avversario in pressione.

- sulla difesa della palla con immediato allontanamento dall'av­versario in pressione con successivo lancio tendente a superare la linea awersaria.

- sulla capacità, se occorre, di dribblare uno o più awersari.

Al successo dell'azione collettiva di contropressing influiscono in modo determinante i fattori di conoscenza di come, dove e quando gli awersari attuano il pressing, le qualità tecniche, l'abilità, la fan­tasia, il movimento, la velocità e, non in ultima analisi, l'esperienza.

Nell'azione collettiva di contropressing, oltre a tutte le conoscen­ze sopracitate e all'abilità dei singoli, deve esserci un'azione pre­coordinata, owerosia indurre a fare pressing la squadra avversa­ria nelle zone e nelle situazioni a noi più adatte per poter svilup­pare un'azione rapida e precisa di controffensiva. E' importante studiare e capire, anche in base alle caratteristiche psico - fisiche degli awersari, le zone dove ci potrebbero essere dei vantaggi, inserendo o spostando dei giocatori molto rapidi e abili nel possesso di palla.

In tutto questo l'allenamento ha un suo significato ben preciso soprattutto per imprimere nella mente dei giocatori i concetti sen­za i quali, viste le innumerevoli situazioni non preventivate che si possono verificare in una partita, non è possibile raggiungere quella continuità di espressione che è fondamentale per il rag­giungimento di qualsiasi obiettivo. I concetti di un'azione di contropressing possono essere:

- Passaggio avanti e indietro, in verticale o diagonale, 'mai late­rale' con obbligo passaggio terzo uomo, massimo due tocchi;

il secondo tocco serve, se è il caso, per giocare sul tempo se­condo la pressione dell'avversario diretto. Almeno un giocato­re deve sempre essere a sostegno di chi ha la palla, soprattut­to se chi riceve la palla ha le spalle alla porta avversaria (vedi esercitazione 1).

- Inserimenti decisi e a tempo negli spazi lasciati tra il centro­campo avversario e la difesa avversaria: questo movimento può essere utile sia per ricevere palla che per andare a sostegno al movimento degli attaccanti e , dagli inserimenti negli spazi la­sciati dal movimento a salire della difesa, alle spalle della stes­sa. E' importante la posizione di partenza degli attaccanti, con­tro difese che salgono spesso e velocemente, che deve essere sfalsata così da permettere con dei contromovimenti probabili ed efficaci inserimenti.

- Rapidi giro palla da una fascia all'altra ( meglio cambio gioco attraverso lancio diagonale nella zona cosiddetta "debole" (ve­di esercitazione 2).

- Il mantenimento del possesso di palla quando gli spazi sono tutti chiusi. Possesso palla che deve essere però ad un tocco, massimo due tocchi perché, più continuo e veloce sarà lo spo­stamento della palla, più difficile sarà per l'avversario trovare il tempo giusto per aggredire. E' essenziale lo smarcamento in zo­

na difensiva allargandosi, allungandosi (all'indietro) e ruotando

a copertura del possesso palla.

Il possesso palla, quando si trovano tutti gli spazi chiusi dalla no­stra zona d'attacco alla nostra difesa, ha uno scopo ben preciso, ovvero quello di stanare gli awersari, facendoli allargare ed al­lungare il più possibile, così da fargli perdere compattezza

Componenti del contropressing

Qualità tecnico - tattiche, capacità di eseguire gesti tecnici ad al­ta velocità, sapere cosa si determina in funzione tattica con il passaggio.

Abilità, owerosia fare la cosa giusta al momento giusto. Rapidità non solo di gambe, ma anche di pensiero. Grande intesa tra i singoli giocatori ed i reparti. Grande movimento con capacità di smarcarsi in tutti i reparti.

Contropressing a invito

1) Da palle inattive a favore: punizioni laterali, rimesse laterali.

2) Su rinvio portiere (deve avere capacità di dialogare con difen­sori e deve avere capacità di rilancio immediato).

3) Dalle fasce laterali con cambi di gioco. CONTROPRESSING A INVITO da calci d'angolo o punizioni latera­li a favore:

in caso di respinte laterali da parte della difesa (vedi Contropres­sing a invito II):

a) c'è la possibilità, in caso di pressing con automatico movimen­to a salire della difesa che qualche giocatore rimanga dietro la linea della palla

b) in caso di cambio di gioco ci potrebbe essere un inserimento facile o potrebbero aver lasciato senza marcatura qualche elemento

in caso di respinta centrale (vedi Contropressing a invito I)

(ovvero con palla che ricade sul prolungamento ideale dei verti­ci dell'area di rigore verso il centrocampo), ricordando che se la squadra avversaria fa del pressing impiego costante uscirà cer­tamente con una pressione immediata dell'uomo più vicino al punto di caduta della palla, è di fondamentale importanza per chi entra in possesso di palla avere sempre uno scarico laterale. Sarà proprio lo scarico a incrociare la battuta con un cambio di gioco per l'inserimento di un terzino o dopo un contromovi­mento di un centrocampista. Nel caso in cui però fossero gli av-versari a conquistare palla sulla ribattuta, ci si deve immediata­mente preoccupare di scappare a protezione della nostra porta, cercando di fare pressione con l'uomo più vicino alla palla. Il no­stro obiettivo sarà di rallentare l'azione avversaria senza farsi dribblare o saltare, dando il tempo al resto della squadra di ri­entrare a protezione della porta e di prendere le marcature, pronti ad intercettare ed a poter ripartire velocemente, sfruttan­do eventuali spazi liberi ( importante in questi casi può essere il ricorso al fallo tattico).

CONCLUSIONI

Parlare del Contropressing significa trattare un argomento tattico di grande delicatezza e difficoltà; non si può infatti negare che l'arma del pressing, se attuata con vigore ed abilità dall'avversa­rio, costituisce uno scoglio di difficile superamento per qualsiasi compagine. Il Contropressing si configura in quest'ottica come uno strumento tattico complesso che richiede grandi qualità tec­niche e tattiche nei singoli, un patrimonio comune di conoscenze calcistiche non indifferente, molta personalità, esperienza, ottima condizione fisico-atletica. Richiede innanzitutto però grande in­telligenza calcistica.

PARTE II: SCHEMI ED ESERCITAZIONI

 

 

Esercitazione 1
Esercitazione 6 vs 5+p Svolgimento:
- giocatori sempre in movimento
- obbligo palla a terra
- uso del passaggio avanti/indietro
- comunicazione verbale "uomo-solo"
- conclusione rapida
- azione che parte dalla zona franca
- la squadra difendente gioca per portare la palla oltre la zona franca
 
 
Esercitazione 2
Esercitazione 8 vs 8+p Svolgimento:
Fase 1) La squadra difendente si muove blandamente
senza intercettare Fase 2) La squadra difendente attua un pressing feroce
con l'obiettivo di recuperare palla e di portarla
oltre la linea di meta.
Chi attacca deve:
- muovere la palla con passaggi avanti/indietro, ricerca
del 3°uomo, mai passaggi laterali. Uso costante della
comunicazione verbale "uomo-solo ".
 
 
Esercitazione 5
Esercitazione al Contropressing. Fase di possesso in zona difensiva.
Svolgimento: l'azione parte sempre dal portiere che gioca palla a terra 
per uno dei difensori centrali mentre i 6 avversar! cominciano il movimento collettivo; 
non appena la palla giunge sul difensore laterale parte l'ultra pressing dei rossi dettato
 dalla punta che attacca il terzino che riceve palla.
Obiettivi: per gli attaccanti trovare i tempi del pressing ultraoffensivo, per i difensori
 contropressing con uscita veloce palla a terra.
 
 
Esercitazione 6 Esercitazione al Contropressing zona offensiva. Difesa contro attacco 7+p vs 10. 
I difensori, indisturbati in zona franca, devono cercare di portare la palla in meta superando il pressing 
avversario; gli attaccanti dopo aver concluso l'azione di pressing, devono rientrare immediatamente 
oltre la linea nel minor tempo possibile.
 
 
Contropressing a invito II 
Situazione di palla inattiva In caso di respinte la ferali e risalita da parte della difesa 
avversaria è possibile che qualche giocatore si possa venire a trovare in posizione 
regolare e privo di marcatura.
 

 

Esercitazione 4 Esercitazione contro il fuorigioco. 
Svolgimento: quando i due e/campisti rossi attaccano il c/campista azzurro, si ha scarico laterale e 
lancio incrociato sul pressing e movimento a salire della difesa avversaria. Le punte prima salgono 
coi difensori poi eseguono un contromovimento verso la porta non appena avviene il passaggio laterale 
Si gioca attaccanti + 3 centrocampisti vs 4 difensori + 2 centrocampisti
 
 

Contropressing a invito I.
Situazione di palla inattiva con appoggio laterale e cambio 
gioco su respinta centrale e risalita di tutta la squadra avversaria. Si noti l'inserimento 
in fascia dopo contromovimento dei due centrocampisti azzurri
 
 

Esercitazione 3 Esercitazione di 6 vs 7 +p 
Svolgimento: la squadra difendente deve rispettare le 3 zone e dopo la riconquista deve cercare 
di portare palla oltre la linea di meta. La squadra che attacca ha campo libero,gioca a 2 tocchi con 
l'obbligo di arrivare al tiro rapidamente, uso del passaggio avanti/indietro e obbligo di comunicazione 
verbale "uomo-solo' 

Allenamento a superare il pressing avversario. 
Obiettivi della squadra rossa: per i difensori abituarsi a giocare palla ed a smarcarsi in appoggio sia 
ai centrocampisti che agli attaccanti; per i centrocampisti liberarsi dal pressing (sono in ini numerica) ed 
appoggiare gli attaccanti; per gli attaccanti attaccare lo spazio e proporsi per il tiro. 
Obbligo per gli attaccanti: quando uno va incontro alla palla l'altro deve attaccare 
a tempo lo spazio alle spalle del difensore andato in marcatura.
Esercitazione 9
Su un campo le cui dimensioni dipendono dalla numerosità delle squadre si gioca 
una partita con portieri uomo contro uomo a tocchi liberi
Esercitazione 10 su di un campo 25 x 25 mt. 
Si gioca Svs 5. Ambedue le squadre devono portar palla in meta dopo almeno 
5 passaggi consecutivi e senza ricorrere al lancio lungo.
 
 

Esercitazione 11 Esercitazione 4 vs 4 vs 4 + portieri. 
Gioca 4 vs 4 nei terzi davanti alle porte. Al termine dell'azione offensiva bisogna pressare 
gli avversar! e non farli entrare in zona neutra. Se la squadra difendente porta palla oltre la 
linea difensiva può attraversare la zona neutra per andare ad attaccare nel terzo settore 
(partita a pressione).
 
 

Esercitazione 12 Si gioca un torello a tré colori 4 vs 4+4. 
Quando la squadra che pressa intercetta palla, tocca alla squadra del giocatore che ha 
sbagliato il passaggio fare la fase di non possesso. Variante: gioco a tocchi condizionati 
(1,2,3 tocchi).
 
 

Esercitazione 7 Esercitazione 3 vs 3 con portieri e appoggio in fascia. 
Gli esterni giocano a 2 tocchi ed in fase difensiva giocano senza intercetto all'interno 
delle corsie laterali. La conclusione può avvenire solo dalla fascia centrale. 
Obiettivo: superare il pressing usando le fasce laterali.
 
 

Esercitazione 8 Esercitazione 8 vs 8 + portieri (al posto dei portieri si possono utilizzare 
a turno due giocatori che parano senza uso delle mani). 
La rete è valida solo se segnata in seguito ad un cross radente dal fondo con tutta la squadra 
oltre la linea di metà campo. Uso del passaggio avanti/indietro, non è consentito l'uso del passaggio laterale. 
Con il continuo movimento di palla e giocatori si deve evitare di dare riferimenti per il pressing. 
Varianti: gioco a tocchi condizionati (1,2,3 tocchi)
 
 

Esercitazione 13 A tocchi liberi e con rete valida solo se realizzata a volo 
Si gioca con portieri su 2 metà campo: 3 difensori (che marcano a uomo) contro 3 attaccanti 
da una parte e 2 coppie di e/campisti che si marcano in zona-pressing dall'altra. 
Varianti: 1) i centrocampisti possono effettuare raddoppi di marcatura 2) i centrocampisti giocano a 2 tocchi