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FORMAZIONE E
ISTRUZIONE TECNICA
Tattica
IL CONTROPRESSING
PARTE I: CONCETTI GENERALI
INTRODUZIONE
Se inizialmente il gioco del caldo era
basato sulle individualità, con il passare degli anni si è scoperta
anche l'importanza del gioco di squadra. Ben presto sempre maggiore
fu la richiesta di mezzi espressivi rivolti, non solo alle
raffinatezze personali del singolo, ma alla unità tattica di 11
giocatori. Così tutte le esperienze maturate sul campo dal punto di
vista tattico diventano bagaglio importante per un'evoluzione
rapida, determinata anche dalle competizioni internazionali che
offrono mezzi di confronto tra culture calcisti-che diverse.
Negli ultimi tempi la "moda"
propagandata dai giornali sportivi, dalla televisione e dalla radio,
ha originato in molti la convinzione che certi elementi della
tattica siano così importanti da influire sul risultato di una
partita e, troppo spesso, per aver voluto risultare originali in
ogni modo, si è poi costretti a rivedere i propri punti di vista.
LE QUALITÀ DEL CALCIATORE
// valore morale
(mentalità vincente) In questo, come in altri sport, è necessaria
un'elevata forza morale, II giocatore deve avere la giusta
aggressività per potersi imporre a livello individuale e collettivo,
aggressività che va intesa come stimolo al massimo rendimento, alla
ricerca della vittoria e ad accettare e superare qualsiasi
difficoltà. Senza questa mentalità, che mira al risultato, la
crescita, il successo sportivo, il potersi esprimere a buoni livelli
diventano obiettivi difficili da raggiungere, perché più forte è
colui che possiede grandi capacità combattive, sempre intese nei
giusti limiti.
// valore tecnico
(padronanza di gioco) II valore tecnico ha, come sempre, notevole
importanza: l'abilità tecnica è il presupposto per una giusta
padronanza di gioco. Su questo piano vanno compiuti i maggiori
sforzi al fine di maggiori progressi, soprattutto nella tecnica, in
velocità e nella cinestesi variata. L'atleta deve lavorare per
affinare al massimo le qualità tecniche.
// valore tattico
(supremazia sull'avversario diretto ) II valore individuale del
singolo è un fattore tattico essenziale, poiché poter esercitare
regolarmente una supremazia nei confronti del proprio diretto
avversario equivale a dare un notevole vantaggio alla squadra, un
vantaggio che va a creare uno squilibrio nell'organizzazione
avversaria.
Organizzazione del gioco
( importanza di qualità e dinamicità rispetto
all'organizzazione)
La qualità individuale avrà il sopravvento sui sistemi e l'azione
dinamica di una squadra sarà più importante dell'organizzazione di
base.
// valore fisico (ottima
salute, volontà, velocità, rapidità) In questi ultimi anni i
progressi dei giocatori
sono stati molto evidenti sul piano fisico.
Il valore fisico dei giovani deve essere sviluppato intensivamente
nel periodo di formazione, perciò è necessaria un'identificazione
precoce delle caratteristiche atletiche che sono date da ottima
salute e volontà; fondamentali sono la velocità e la rapidità.
*Tesi di fine studio del Corso Master
2000/2001 per l'abilitazione ad allenatore professionista di 1"
Categoria.
IL PRESSING
Nel linguaggio calcistico attuale,
quando si parla di pressing, solitamente si fa riferimento al
comportamento degli attaccanti e dei centrocampisti, piuttosto che a
quello dei difensori : per questi è sempre stata l'azione
principale e determinante. Il calcio oggi si esprime in spazi sempre
più ristretti a causa della differenza a livello tecnico tra
piccole e grandi squadre, per cui sono sempre più frequenti sul
campo forme di pressing anche esasperato.
Molte società desiderano una squadra che
giochi un calcio offensivo in grado di entusiasmare gli spettatori
e di raccogliere successi. Tuttavia un calcio d'attacco che
diverta, permettendo di realizzare molte reti e di raggiungere
obiettivi importanti, non può essere costruito dall'oggi al domani.
Le squadre di successo ostacolano
l'avversario nella sua metà campo, minando alla base la costruzione
del gioco dei rivali, utilizzando l'impostazione tattica di base
del pressing per metterli sotto costante pressione.
Questa è una tattica che, come idea e
definizione, nasce dalla pallacanestro e soltanto in seguito è
stata applicata al calcio come azione collettiva.
Con il passare del tempo anche le
grandi squadre si sono organizzate in questo senso per ottenere
una pronta riconquista della palla.
Un esempio di questo, che ha
contribuito alla storia del calcio, è stato il Milan 1988 - 1992.
Anche grazie alla presenza di grandi giocatori, ha dato
dimostrazione di compattezza con squadra corta e distanze sempre
molto ridotte tra i riparti e nei reparti, con grande intesa tra
gli esecutori che aggredivano gli avversar! in perfetta sincronia
e con la massima determinazione, cioè con tutti i principi che
esaltano il pressing.
Pertanto si è reso necessario, sia a
livello individuale che collettivo, trovare delle contromisure:
a livello individuale, migliorando la
tecnica applicata controllo -passaggio - dribbling etc...;
a livello collettivo, si è resa
necessaria un'organizzazione tattica della squadra per
l'applicazione delle relative contromisure.
Per applicare le contromisure al
pressing e, conscguentemente, al fuorigioco è necessario conoscere
come si attua il pressing. Il pressing non è sempre tendente alla
riconquista della palla, ma spesso serve esclusivamente per non
far verticalizzare il gioco degli avversar! e per non farsi
saltare in dribbling. (PRESSING RAZIONALE)
Questo è tipico del gioco a zona che
comporta quindi squadra corta e movimenti in sintonia tra i
reparti.
Nel caso in cui il pressing abbia
l'immediato obiettivo della riconquista della palla,
l'atteggiamento dei difendenti dovrà essere sostenuto molto da
vicino e dovranno anche essere marcati i compagni del possessore
di palla. (PRESSING AGGRESSIVO).
Questo tipo di pressing è consigliato
quando si sta perdendo o si sta giocando contro una squadra più
dotata sul piano tecnico. Può essere usato anche quando si è in
vantaggio come azione ritardatrice. Ovviamente è importante in
tutto questo il settore del campo dove si aggrediranno gli
awersari e le loro caratteristiche tecniche e psico-fisiche.
Componenti del pressing
Aggressività - abilità - velocità
II pressing, per un notevole dispendio
di energia, implica alcuni limiti. Tutti sanno che durante il gioco
la maggior parte del dispendio energetico è dovuto agli spostamenti
ed agli smarcamenti che i giocatori compiono.
Tra questi i più spettacolari sono gli
"SPRINT", in quanto avvengono quasi sempre in prossimità del
pallone e vengono eseguiti ripetutamente, soprattutto durante
l'attuazione del pressing. Perciò la fatica è notevole; è assai
difficile quindi assistere ad una partita in cui la squadra, nei due
tempi, mantenga lo stesso ritmo e la stessa continuità d'azione.
Molto più attuabile o frequente è il
pressing razionale che è un modo per conquistare la palla in
possesso degli avversari con l'azione coordinata di due o più
giocatori, reparti o dell'intera squadra, intesa a restringere
tempo e spazio a colui che ha la palla e a non permettere che i
compagni a lui più vicini possano intervenire liberamente in aiuto,
smarcati e, contemporaneamente, ad impedire verticalizzazioni e
profondità alla squadra awersaria. Ha, come conseguenza logica anche
se non voluta, l'applicazione del fuorigioco, qualora il pressing
venga applicato dall'intera squadra. L'azione individuale sul
portatore di palla, azione che può (non necessariamente) diventare
input al pressing, prende il nome di PRESSIONE. Si possono fare
alcune considerazioni in merito al pressing:
Quando fare pressing
- Quando l'avversario riceve
palla con spalle alla porta awersaria.
- Quando esegue uno stop imperfetto o
lento.
- Quando un compagno dell'avversario
esegue un passaggio sbagliato.
- Quando la palla è alta.
- Sul passaggio lento (TEMPO)
Ci sono inoltre dei pressing
particolari, definiti "pressing a Invito"
- Su rimesse dal fondo o su rinvio del
portiere avversario.
- Dalle fasce laterali da parte della
seconda linea con i "centrocampisti esterni".
- Pressing terza linea (difensori) sul
movimento della punta orizzontale verso l'esterno con spalle
girate.
- Pressing su calci d'angolo o punizioni
laterali.
Dove fare pressing
Schema derivato da una idea dal
selezionatore della nazionale brasiliana Claudio Coutinho, che
suddivideva il campo in tré zone ben distinte (primi anni settanta)
:
Zona ULTRAOFFENSIVA (35 metri d'attacco)
1°) Risultato da recuperare
2°) Aw. inferiori tecnicamente
3°) Aw. inesperti
4°) Fattore sorpresa
5°) Azione ritardatrice ( anche in caso
di svantaggio).
Zona OFFENSIVA (fascia mediana del
campo)
1 °) Squadre pari valore
2°) Fattore sorpresa
3°) Azione ritardatrice (anche in caso
di vantaggio).
Zona DIFENSIVA (35 metri di difesa) 1 °)
Contro squadre più forti 2°) Siamo in vantaggio 3°) Stanchezza
CONTROPRESSING
II contropressing è un atteggiamento di
gioco tendente ad eludere il pressing, sia aggressivo che
razionale. Può essere riferito sia al singolo giocatore che
all'intera squadra. Il contropressing si può sviluppare con
un'azione di uno o più giocatori. L'azione del singolo deve essere
basata:
- sul controllo di palla che non deve
essere vicino all'awersario e fuori dalla traiettoria di corsa
dell'avversario in pressione.
- sulla difesa della palla con immediato
allontanamento dall'avversario in pressione con successivo lancio
tendente a superare la linea awersaria.
- sulla capacità, se occorre, di
dribblare uno o più awersari.
Al successo dell'azione collettiva di
contropressing influiscono in modo determinante i fattori di
conoscenza di come, dove e quando gli awersari attuano il pressing,
le qualità tecniche, l'abilità, la fantasia, il movimento, la
velocità e, non in ultima analisi, l'esperienza.
Nell'azione collettiva di
contropressing, oltre a tutte le conoscenze sopracitate e
all'abilità dei singoli, deve esserci un'azione precoordinata,
owerosia indurre a fare pressing la squadra avversaria nelle zone e
nelle situazioni a noi più adatte per poter sviluppare un'azione
rapida e precisa di controffensiva. E' importante studiare e capire,
anche in base alle caratteristiche psico - fisiche degli awersari,
le zone dove ci potrebbero essere dei vantaggi, inserendo o
spostando dei giocatori molto rapidi e abili nel possesso di palla.
In tutto questo l'allenamento ha un suo
significato ben preciso soprattutto per imprimere nella mente dei
giocatori i concetti senza i quali, viste le innumerevoli
situazioni non preventivate che si possono verificare in una
partita, non è possibile raggiungere quella continuità di
espressione che è fondamentale per il raggiungimento di qualsiasi
obiettivo. I concetti di un'azione di contropressing possono essere:
- Passaggio avanti e indietro, in
verticale o diagonale, 'mai laterale' con obbligo passaggio terzo
uomo, massimo due tocchi;
il secondo tocco serve, se è il caso,
per giocare sul tempo secondo la pressione dell'avversario diretto.
Almeno un giocatore deve sempre essere a sostegno di chi ha la
palla, soprattutto se chi riceve la palla ha le spalle alla porta
avversaria (vedi esercitazione 1).
- Inserimenti decisi e a tempo negli
spazi lasciati tra il centrocampo avversario e la difesa
avversaria: questo movimento può essere utile sia per ricevere palla
che per andare a sostegno al movimento degli attaccanti e , dagli
inserimenti negli spazi lasciati dal movimento a salire della
difesa, alle spalle della stessa. E' importante la posizione di
partenza degli attaccanti, contro difese che salgono spesso e
velocemente, che deve essere sfalsata così da permettere con dei
contromovimenti probabili ed efficaci inserimenti.
- Rapidi giro palla da una fascia
all'altra ( meglio cambio gioco attraverso lancio diagonale nella
zona cosiddetta "debole" (vedi esercitazione 2).
- Il mantenimento del possesso di palla
quando gli spazi sono tutti chiusi. Possesso palla che deve essere
però ad un tocco, massimo due tocchi perché, più continuo e veloce
sarà lo spostamento della palla, più difficile sarà per
l'avversario trovare il tempo giusto per aggredire. E' essenziale lo
smarcamento in zo
na difensiva allargandosi, allungandosi
(all'indietro) e ruotando
a copertura del possesso palla.
Il possesso palla, quando si trovano
tutti gli spazi chiusi dalla nostra zona d'attacco alla nostra
difesa, ha uno scopo ben preciso, ovvero quello di stanare gli
awersari, facendoli allargare ed allungare il più possibile, così
da fargli perdere compattezza
Componenti del contropressing
Qualità tecnico - tattiche, capacità di
eseguire gesti tecnici ad alta velocità, sapere cosa si determina
in funzione tattica con il passaggio.
Abilità, owerosia fare la cosa giusta al
momento giusto. Rapidità non solo di gambe, ma anche di pensiero.
Grande intesa tra i singoli giocatori ed i reparti. Grande movimento
con capacità di smarcarsi in tutti i reparti.
Contropressing a invito
1) Da palle inattive a favore: punizioni
laterali, rimesse laterali.
2) Su rinvio portiere (deve avere
capacità di dialogare con difensori e deve avere capacità di
rilancio immediato).
3) Dalle fasce laterali con cambi di
gioco. CONTROPRESSING A INVITO da calci d'angolo o punizioni
laterali a favore:
in caso di respinte laterali da parte
della difesa (vedi Contropressing a invito II):
a) c'è la possibilità, in caso di
pressing con automatico movimento a salire della difesa che qualche
giocatore rimanga dietro la linea della palla
b) in caso di cambio di gioco ci
potrebbe essere un inserimento facile o potrebbero aver lasciato
senza marcatura qualche elemento
in caso di respinta centrale (vedi
Contropressing a invito I)
(ovvero con palla che ricade sul
prolungamento ideale dei vertici dell'area di rigore verso il
centrocampo), ricordando che se la squadra avversaria fa del
pressing impiego costante uscirà certamente con una pressione
immediata dell'uomo più vicino al punto di caduta della palla, è di
fondamentale importanza per chi entra in possesso di palla avere
sempre uno scarico laterale. Sarà proprio lo scarico a incrociare la
battuta con un cambio di gioco per l'inserimento di un terzino o
dopo un contromovimento di un centrocampista. Nel caso in cui però
fossero gli av-versari a conquistare palla sulla ribattuta, ci si
deve immediatamente preoccupare di scappare a protezione della
nostra porta, cercando di fare pressione con l'uomo più vicino alla
palla. Il nostro obiettivo sarà di rallentare l'azione avversaria
senza farsi dribblare o saltare, dando il tempo al resto della
squadra di rientrare a protezione della porta e di prendere le
marcature, pronti ad intercettare ed a poter ripartire velocemente,
sfruttando eventuali spazi liberi ( importante in questi casi può
essere il ricorso al fallo tattico).
CONCLUSIONI
Parlare del Contropressing significa
trattare un argomento tattico di grande delicatezza e difficoltà;
non si può infatti negare che l'arma del pressing, se attuata con
vigore ed abilità dall'avversario, costituisce uno scoglio di
difficile superamento per qualsiasi compagine. Il Contropressing si
configura in quest'ottica come uno strumento tattico complesso che
richiede grandi qualità tecniche e tattiche nei singoli, un
patrimonio comune di conoscenze calcistiche non indifferente, molta
personalità, esperienza, ottima condizione fisico-atletica. Richiede
innanzitutto però grande intelligenza calcistica.
PARTE II: SCHEMI
ED ESERCITAZIONI


Esercitazione 1
Esercitazione 6 vs 5+p Svolgimento:
- giocatori sempre in movimento
- obbligo palla a terra
- uso del passaggio avanti/indietro
- comunicazione verbale "uomo-solo"
- conclusione rapida
- azione che parte dalla zona franca
- la squadra difendente gioca per portare la palla oltre la zona franca
Esercitazione 2
Esercitazione 8 vs 8+p Svolgimento:
Fase 1) La squadra difendente si muove blandamente
senza intercettare Fase 2) La squadra difendente attua un pressing feroce
con l'obiettivo di recuperare palla e di portarla
oltre la linea di meta.
Chi attacca deve:
- muovere la palla con passaggi avanti/indietro, ricerca
del 3°uomo, mai passaggi laterali. Uso costante della
comunicazione verbale "uomo-solo ".
Esercitazione 5
Esercitazione al Contropressing. Fase di possesso in zona difensiva.
Svolgimento: l'azione parte sempre dal portiere che gioca palla a terra
per uno dei difensori centrali mentre i 6 avversar! cominciano il movimento collettivo;
non appena la palla giunge sul difensore laterale parte l'ultra pressing dei rossi dettato
dalla punta che attacca il terzino che riceve palla.
Obiettivi: per gli attaccanti trovare i tempi del pressing ultraoffensivo, per i difensori
contropressing con uscita veloce palla a terra.
Esercitazione 6 Esercitazione al Contropressing zona offensiva. Difesa contro attacco 7+p vs 10.
I difensori, indisturbati in zona franca, devono cercare di portare la palla in meta superando il pressing
avversario; gli attaccanti dopo aver concluso l'azione di pressing, devono rientrare immediatamente
oltre la linea nel minor tempo possibile.
Contropressing a invito II
Situazione di palla inattiva In caso di respinte la ferali e risalita da parte della difesa
avversaria è possibile che qualche giocatore si possa venire a trovare in posizione
regolare e privo di marcatura.

Esercitazione 4 Esercitazione contro il fuorigioco.
Svolgimento: quando i due e/campisti rossi attaccano il c/campista azzurro, si ha scarico laterale e
lancio incrociato sul pressing e movimento a salire della difesa avversaria. Le punte prima salgono
coi difensori poi eseguono un contromovimento verso la porta non appena avviene il passaggio laterale
Si gioca attaccanti + 3 centrocampisti vs 4 difensori + 2 centrocampisti

Contropressing a invito I.
Situazione di palla inattiva con appoggio laterale e cambio
gioco su respinta centrale e risalita di tutta la squadra avversaria. Si noti l'inserimento
in fascia dopo contromovimento dei due centrocampisti azzurri

Esercitazione 3 Esercitazione di 6 vs 7 +p
Svolgimento: la squadra difendente deve rispettare le 3 zone e dopo la riconquista deve cercare
di portare palla oltre la linea di meta. La squadra che attacca ha campo libero,gioca a 2 tocchi con
l'obbligo di arrivare al tiro rapidamente, uso del passaggio avanti/indietro e obbligo di comunicazione
verbale "uomo-solo'
Allenamento a superare il pressing avversario.
Obiettivi della squadra rossa: per i difensori abituarsi a giocare palla ed a smarcarsi in appoggio sia
ai centrocampisti che agli attaccanti; per i centrocampisti liberarsi dal pressing (sono in ini numerica) ed
appoggiare gli attaccanti; per gli attaccanti attaccare lo spazio e proporsi per il tiro.
Obbligo per gli attaccanti: quando uno va incontro alla palla l'altro deve attaccare
a tempo lo spazio alle spalle del difensore andato in marcatura.
Esercitazione 9
Su un campo le cui dimensioni dipendono dalla numerosità delle squadre si gioca
una partita con portieri uomo contro uomo a tocchi liberi
Esercitazione 10 su di un campo 25 x 25 mt.
Si gioca Svs 5. Ambedue le squadre devono portar palla in meta dopo almeno
5 passaggi consecutivi e senza ricorrere al lancio lungo.

Esercitazione 11 Esercitazione 4 vs 4 vs 4 + portieri.
Gioca 4 vs 4 nei terzi davanti alle porte. Al termine dell'azione offensiva bisogna pressare
gli avversar! e non farli entrare in zona neutra. Se la squadra difendente porta palla oltre la
linea difensiva può attraversare la zona neutra per andare ad attaccare nel terzo settore
(partita a pressione).

Esercitazione 12 Si gioca un torello a tré colori 4 vs 4+4.
Quando la squadra che pressa intercetta palla, tocca alla squadra del giocatore che ha
sbagliato il passaggio fare la fase di non possesso. Variante: gioco a tocchi condizionati
(1,2,3 tocchi).

Esercitazione 7 Esercitazione 3 vs 3 con portieri e appoggio in fascia.
Gli esterni giocano a 2 tocchi ed in fase difensiva giocano senza intercetto all'interno
delle corsie laterali. La conclusione può avvenire solo dalla fascia centrale.
Obiettivo: superare il pressing usando le fasce laterali.

Esercitazione 8 Esercitazione 8 vs 8 + portieri (al posto dei portieri si possono utilizzare
a turno due giocatori che parano senza uso delle mani).
La rete è valida solo se segnata in seguito ad un cross radente dal fondo con tutta la squadra
oltre la linea di metà campo. Uso del passaggio avanti/indietro, non è consentito l'uso del passaggio laterale.
Con il continuo movimento di palla e giocatori si deve evitare di dare riferimenti per il pressing.
Varianti: gioco a tocchi condizionati (1,2,3 tocchi)

Esercitazione 13 A tocchi liberi e con rete valida solo se realizzata a volo
Si gioca con portieri su 2 metà campo: 3 difensori (che marcano a uomo) contro 3 attaccanti
da una parte e 2 coppie di e/campisti che si marcano in zona-pressing dall'altra.
Varianti: 1) i centrocampisti possono effettuare raddoppi di marcatura 2) i centrocampisti giocano a 2 tocchi
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