Non senza tema di
smentite, si potrebbe asserire che il Dribbling è il calcio,
quello vero. E non a caso, del resto già nel 1700 in Inghilterra,
il giuoco del calcio, allora praticato nei colleges, veniva
chiamato col nome di "Dribbling Game".
Il calcio che giocavamo per strada, nei cortili, nelle parrocchie;
la partita "a scartino" (non a caso la traduzione letterale di
dribbling è proprio "scartare"), era un appuntamento quotidiano.
Quella spasmodica ricerca "dell'uno contro uno", in spazi sempre
più stretti, occupati col passar del tempo da sempre più numerosi
amici; dal 3>3 si passava al 5>5 al 7>7, diminuiva lo spazio e il
tempo a disposizione per l'esecuzione del gesto tecnico, si usava
anche il muro o il marciapiede come sponda per l'uno-due, si
cadeva ci si rialzava immediatamente, e tutto ciò per ore ed ore.
Insomma c'era un naturale ed inconsapevole apprendimento della
tecnica, delle capacità coordinative e condizionali, e tutto ciò
in contrapposizione alla realtà odierna dove predomina, con la
compiacenza dei genitori, la figura del "bimbo di appartamento"
circondato da computer e playstation.
Ma torniamo al
dribbling: questo elemento di tecnica applicata, pur essendo un
comportamento puramente individuale, riveste nel contesto
collettivo a livello tattico, un aspetto determinante, in quanto
col dribbling si può acquisire superiorità numerica,
e non solo, il Dribbling può anche essere considerato una valida
contromossa al Pressing avversario in particolare a quello
difensivo. Il dribbling è un'azione Psico-Fisico-Tecnica del
calciatore, compiuta col preciso obbiettivo di superare uno o più
avversari mantenendo il possesso di palla.
I fattori che
determinano quindi la predisposizione del calciatore a questo tipo
di azione sono molteplici:Tecnici-Coordinativii-Condizionali,
e non ultima la Personalità dell'individuo.La
Personalità dell'individuo è un fattore importante e
pluri-composito: le QUALITÀ PSICOLOGICHE ricoprono un ruolo
fondamentale, il calciatore intelligente, capisce
quando e dove effettuare il dribbling.
Ad esempio, durante
un'azione di Pressing ultraoffensivo avversario, a ridosso della
zona pericolosa, sarebbe molto rischioso effettuare il dribbling,
potrebbe essere più opportuno optare per un lancio con l'intento
di scavalcare la zona del Pressing. E' invece più consigliabile
effettuare il dribbling in fase di finalizzazione, anche come
contromossa al Pressing difensivo. Il "dribblatore" deve possedere
equilibrio emotivo, e fiducia in se stesso, deve
cioè essere conscio delle proprie possibilità senza però
sopravvalutarsi.
Deve sapersi prendere
delle responsabilità sapendo a cosa si espone, sia
in senso positivo che in senso negativo. A tal proposito nei
bimbi, con la dovuta progressività metodologica, sarà opportuno
curare il dribbling partendo dal gesto fine a se stesso, anche
attraverso l'uso di conetti ed evidenziatori, fino a giungere
all'applicazione nella situazione di gioco, il tutto con spazi e
tempi rapportati alle qualità e alle caratteristiche del bimbo.
E comunque è
fondamentale incentivare già nelle"prime fasce", là dove ce ne
fosse necessità, questo elemento di tecnica applicata, tenendo
presente che la fantasia e la creatività del bimbo non deve essere
"ingabbiata".
Come già abbiamo
accennato in precedenza, il dribbling viene usato più
frequentemente in fase di finalizzazione, oppure in situazioni di
difficoltà, quando cioè il portatore di palla non ha alternative
di passaggio.
In fase di finalizzazione può capitare che grazie ad un abile
movimento d'allontanamento dalla linea palla porta delle punte,
"il portatore" riesca a dare "scacco" al libero o al centrale
difensivo, creando così un "uno contro uno". (Vedi figura 1)

Fig. 1
In un contesto
situazionale, sarà opportuno, dato anche l'aspetto estremamente
personale del dribbling, dare solo alcuni "input" al dribblatore:
• Conoscenza del "
lato debole" dell'avversario
• Nel puntare il
difensore, l'attaccante deve cercare di acquisire più velocità
possibile, senza peraltro pregiudicare il controllo della palla.
• Se il difensore si
trova in posizione di "divaricata laterale", l'attaccante deve
costringerlo con delle finte a mantenere un equilibrio precario e
saltarlo così dalla parte dove è rimasto sbilanciato.
• Se il difensore
assume una posizione "antero - posteriore", l'attaccante deve
saltarlo sul piede più avanzato, nel momento in cui questi lo
poggia a terra in modo da coglierlo " sbilanciato e in controtempo
".
• Deve mantenere
possibilmente la copertura della palla.
• Non deve farsi
portare verso zone esterne lontano dalla porta.
Fig.
2 - 7>7 nel rettangolo.
Il difensore (D) in
possesso di palla effettua un "lancio " verso (A) che stoppa la
palla e la guida cercando di acquisire velocità. Nel momento in
cui oltrepassa la linea compresa fra i conetti (e ed f), il
difensore (D) parte e lo aggredisce. (A) dovrà cercare di
superare (D) passando all'interno dei due conetti (x ed y)
calciando in porta dall'interno del rettangolo evidenziato (le cui
dimensioni potranno essere progressivamente ridotte, per
migliorare la velocità istantanea nel tiro in porta) (D)
temporeggiando quando puntato da (A) non potrà oltrepassare la
linea compresa fra i conetti (x ed y).

Fig. 3 -1>1
all'intemo del quadrato.
(C) gioca la palla ad
uno dei due giocatori (A o B), chi riceve la palla diventa
attaccante e punta l'altro diventato difensore che va a
posizionarsi sulla linea palla-porta.
La finta
è parte integrante del dribbling.
E' un movimento d'inganno, la cui caratteristica più importante è
la verosimiglianza.
Può assumere le forme più varie ed essere effettuato con più parti
del corpo (col tronco, con le gambe, col cenno della mano, anche
con uno sguardo).
Le capacità
coordinative che possono intervenire durante l'esecuzione del
dribbling sono molteplici, eccone alcune:
- Capacità di
Differenziazione:
E' la capacità di
gradualizzare in modo preciso la forza da impiegare nella guida
della palla.
- Capacità di
Reazione:
E' la capacità di
reagire il più rapidamente possibile ad un segnale, magari dopo
aver effettuato una finta, e aver notato lo sbilanciamento
dell'avversario, anticipando il suo intervento.
- Capacità di
Equilibrio:
E' la capacità di
mantenere il proprio corpo in condizioni ideali di appoggio al
terreno, soprattutto da un punto di vista dinamico.
- Capacità di
Combinazione o Accoppiamento:
E' la capacità di
coordinare più gesti nella stessa azione (ad es:
finta e guida della
palla).
- Capacità di
Adattamento e Trasformazione:
E' la capacità del
dribblatore di rispondere istantaneamente allo sbilanciamento
dell'avversario, dopo aver eseguito una finta, con l'immediata
esecuzione di una azione intenzionale (ad es: la guida della
palla).
Determinanti nel
Dribbling sono anche capacità condizionali come Velocità e
Forza.
Soprattutto la
velocità ricopre un ruolo importante, in particolar modo anche la
velocità di decisione, che consentirà al calciatore di agire
velocemente da un punto di vista psico - motorio: capire e
decidere immediatamente che tipo di dribbling effettuare, è dote
essenziale del dribblatore, come del resto lo è conseguentemente
anche la capacità di reazione, che consentirà
all'attaccante di eseguire il movimento il più rapidamente
possibile.
L'atto di indirizzare
intenzionalmente la palla verso la porta avversaria con
l'obiettivo di segnare un goal. Questa potrebbe essere in sintesi
la definizione del......
TIRO IN PORTA
E'un elemento di
tecnica applicata di fondamentale importanza perché rappresenta la
finalizzazione, l'obbiettivo di ogni situazione sia collettiva
che individuale in fase di possesso. L'attaccante che conclude a
rete, deve tener conto di alcuni parametri quali:
• La posizione della
palla (la distanza dalla porta, la posizione più o meno decentrata
rispetto alla porta, il contatto o meno della palla con il
terreno).
• La situazione
contingente riferita sia ad elementi soggettivi che oggettivi
(posizione degli avversari, portiere compreso, dei
compagni,condizioni metereologiche). Per l'esecuzione del tiro
l'attaccante ha inoltre a disposizione tre opzioni:
• II tiro cosiddetto
di "potenza"
• II tiro di
"precisione"
• II tiro in cui viene
abbinato "potenza e precisione" Nel Tiro in porta dalla lunga
distanza (20-25 m. circa dalla porta) tendenzialmente
occorrerà imprimere al calcio la massima potenza, a discapito di
una certa precisione, l'obbiettivo minimo sarà quindi quello di
centrare la porta, quello ideale, per i più bravi, di calciare la
palla nello spazio tra palo e portiere. In questo caso il tiro
potrà essere effettuato calciando con il collo pieno del piede.
L'approccio (o la
rincorsa) dovrà essere diritto rispetto all'obbiettivo. Per
imprimere una traiettoria rasoterra, sarà opportuno, che al
momento dell'impatto, il piede d'appoggio sia posizionato accanto
alla palla e sulla sua stessa linea, in modo da consentire al
calciatore di mantenere il corpo nel giusto equilibrio; la punta
del piede sarà rivolta verso l'obbiettivo.
La massima escursione
della gamba, con la relativa oscillazione e la conseguente rapida
distensione dell'articolazione del ginocchio, garantiranno la
massima velocità d'impatto del piede calciante sul centro della
palla, e conseguentemente, la maggior potenza possibile per il
tiro in porta.
L'articolazione della
caviglia dovrà essere ben bloccata, e la punta del piede
tesa verso il basso.
Il tiro in porta potrà
essere effettuato anche con l'esterno collo, soprattutto per
sostituire l'arto "debole", la punta del piede d'appoggio sarà
orientata leggermente verso l'esterno, per dar modo al piede
calciante di "entrare" meglio tra palla e piede portante. Con il
calcio di "drop" il tiro acquista la massima potenza,
un accorgimento utile, sarà quello di tenere il piede d'appoggio
leggermente più avanti rispetto alla linea della palla, in modo da
tener bassa la traiettoria del tiro.
Le condizioni
meteorologiche potranno influire sul tipo di esecuzione del tiro
in porta:
In caso di forte
vento, in direzione favorevole, sarebbe opportuno abusare del tiro
dalla lunga distanza. Nel caso in cui il terreno di giuoco fosse
bagnato, l'attaccante potrebbe calciare in porta in modo da far
toccar terra alla palla proprio dinanzi al portiere; questa,
rimbalzando sul terreno viscido, "schizzerebbe" verso la porta,
creando all'estremo difensore non pochi problemi.
In altre situazioni,
all'attaccante potrebbe capitare, al momento del tiro, di vedere
il portiere in una presa di posizione più avanzata. Quindi:
Velocità di decisione
nel trasformare "il piano", già predisposto a livello mentale, ed
anziché calciare di sola "potenza", optare per un tiro atto
a scavalcare il portiere, abbinando "potenza e precisione", tutto
ciò diventerebbe più facilmente attuabile con la palla sollevata
dal terreno.
Nel Tiro in porta
dalla media distanza (15-20 m. circa dalla porta), oltre ad un
calcio di "potenza" che, data la minor distanza dalla porta, potrà
acquisire requisiti di maggior precisione, il calciatore, potrà
calciare anche con l'interno collo del piede, in
modo da conferire al proprio tiro una miscela di potenza e
precisione. Nel calcio di interno collo, l'approccio sulla palla
sarà obliquo rispetto all'obbiettivo, prendendo posizione dalla
parte opposta del piede con cui si calcia.
Il piede d'appoggio
dovrà essere posizionato sulla stessa linea, ma più distante dalla
palla rispetto al calcio di collo pieno, in modo da consentire,
alla gamba portante, di piegarsi e alla gamba calciante di
distendersi.
Questo tipo di calcio
consentirà all'attaccante, sempre che ne abbia il tempo, dato che
ci troviamo nella "zona calda" del campo, di indirizzare più
facilmente la palla verso un angolo della porta, ricorrendo
talvolta anche al tiro "ad effetto".
Più precisione, meno
potenza, più potenza meno precisione. L'ideale conclusione:
la massima precisione con più potenza possibile.
Il Tiro in porta
dalla breve distanza (entro l'area di rigore), può essere
effettuato sia con il collo che con l'esterno collo del piede,
utilizzando la massima "potenza", in modo da poter "anticipare" il
gesto tecnico del portiere. A tal fine può essere utilizzato,
data la rapida oscillazione, anche il calcio con la punta del
piede, che, oltre ad essere usato per anticipare l'intervento
dell'avversario anche durante una mischia, potrà essere usato in
caso di terreno fangoso.
Per il tiro in porta
"di precisione" è possibile cercare il goal anche col calcio di
interno piede, che conferisce al tiro in porta la
massima precisione, dato che si va a colpire la palla con la
superficie più ampia del piede. (Il tiro del 4-3 di Rivera in
Italia-Germania di Mexico 70 è ancora nelle menti di tutti noi).
Il tiro in porta con l'interno del piede non garantisce però molta
potenza, in quanto dispone di un'oscillazione della gamba
calciante limitata, ed il movimento è privo della distensione
dell'articolazione del ginocchio.
E' sconsigliabile il
tiro, se il portiere in uscita chiude lo "specchio" della porta, o
se comunque un difensore si pone sulla linea palla-porta, sarà
preferibile saltarlo in dribbling o effettuare un passaggio ad un
compagno.
CONSIDERAZIONI
GENERALI
Nei tiri da posizione
decentrata, da media e lunga distanza, sarà opportuno che
l'attaccante "cerchi" il secondo palo, cosicché, se la palla
finisse fuori dallo "specchio" della porta, il tiro potrebbe
diventare un passaggio per un compagno che arrivi esternamente da
dietro.
Quindi da sinistra
l'attaccante calcerà col collo del piede sinistro, e da destra,
col collo del piede destro. Se l'attaccante dovesse convergere al
centro da destra verso sinistra, calcerà di sinistro, e
viceversa, se dovesse muoversi da sinistra verso destra, calcerà
col piede destro, anche nell'eventualità di anticipare
l'intervento di un difensore. Sui calci di punizione diretti nella
"zona calda"; per scavalcare labarriera e indirizzare la palla in
porta lontano dalla portata del portiere, l'attaccante calcerà col
piede sinistro da destra, e viceversa col piede destro da
sinistra.
Da breve distanza,
l'attaccante potrebbe cercare anche il primo palo: calciando forte
sotto la traversa, se il portiere non dovesse rimanere in piedi,
potrebbe essere goal. E data la minor distanza dal primo palo, con
una rapida escursione e oscillazione, l'attaccante potrebbe
comunque anticipare l'intervento dell'estremo difensore. Il tiro
in porta in porta può essere effettuato anche di testa.
Su cross da fondo
campo, sarà opportuno che l'attaccante non si faccia attrarre
troppo dalla palla, il trovarsi troppo in anticipo
all'appuntamento con essa, lo potrebbe costringere a colpire di
testa indietreggiando.
Il comportamento
ideale sarebbe quello di andare in corsa sulla palla partendo da
dietro, con i conseguenti vantaggi:
• Poter saltare più in
alto - imprimere più potenza nel colpo di testa - un più ampio
campo visivo con la conseguente possibilità di indirizzare meglio
la palla.
• Poter andare in
anticipo per una deviazione in porta. A conclusione della "fase di
possesso" ecco alcune esercitazioni "nel triangolo" che hanno come
obiettivo sia il tiro in porta che lo smarcamento e il passaggio.