VALUTAZIONE DEL GIOVANE
PORTIERE
Quando siamo di fronte
ad un giovane portiere ci dobbiamo domandare cosa sappia
effettivamente fare in questo ruolo. Per saperlo esiste un criterio
di valutazione, suddiviso per fasce di età, anche se l'età biologica
e quella anagrafica non sempre coincidono nella fase dello sviluppo.
Ciò che si vuole realizzare in una certa fascia di età non può
essere riproposto in quella successiva, salvo nei casi che il
portiere non sia ancora in possesso di alcuni fondamentali.
La valutazione del portiere avviene con l'osservazione di tre
momenti fondamentali della sua preparazione:
1.durante le
esercitazioni tecniche;
2.nelle situazioni di
gioco durante l'allenamento;
3.durante la gara.
La valutazione, in
generale, deve tenere conto:
1.del bagaglio di
esperienze motorie;
2.della capacità di
attenzione e di apprendimento;
3.della qualità e della
quantità del lavoro specifico svolto in precedenza (tabella 1).

Le capacità coordinative
e condizionali meritano una valutazione particolare (tabelle 2 e 3).

Le capacità coordinative
e condizionali formano le caratteristiche di un portiere (tabella
4).


Nella tabella 5 sono
elencati i principali movimenti che un portiere compie in porta.

Per lo sviluppo di tutte
queste caratteristiche tecniche, viene proposto il seguente
programma di lavoro:
1.tuffo: a volo con
presa;
2.posizioni in porta con tiro rasoterra, alto, media altezza
(centrale, diagonale, laterale e chiusura dello specchio),
3.presa con palla alta;
4.uscite in varie direzioni;
5.rinvio;
6.esercitazione al retropassaggio (controllo e chiusura con i
piedi);
7.deviazioni a terra;
8.uscite di pugno;
9.posizione in situazione di palle inattive: punizioni, calci
d'angolo, rigori
La valutazione del
portiere, cioè la verifica del lavoro svolto in allenamento, deve
avvenire nel corso della gara vera e propria, attraverso una scheda
sulla quale verrà riportato il numero delle azioni svolte dal
portiere, suddivise in azioni offensive ed azioni difensive. Tutti i
valori osservati saranno poi espressi in percentuale relativamente
al tempo effettivo di gioco ed al numero degli interventi specifici
effettuati, calcolando quindi il numero medio degli interventi e
l'intervallo medio di tempo tra un intervento e l'altro. A titolo di
esempio si riportano alcuni dati ottenuti dall'osservazione, nella
stagione sportiva 98/99, del Campionato Esordienti e Pulcini
appartenenti al Comitato Regionale Giovanile Calabrese e paragonati
col dato riferito agli adulti (Campionato di Promozione):
- rilancio calciato
Esordienti 4,74%
- rilancio calciato
Pulcini 11,38%
- rilancio calciato
adulti 24,80%
- intercettazione del
pallone Esordienti 18,58%
- intercettazione del
pallone Pulcini 21,03%
- intercettazione del
pallone adulti 11,50%
La valutazione
fisico-atletica si effettua attraverso alcuni test oggettivi,
facendo riferimento ai "test di ingresso" che permettono di valutare
le capacità di forza e di velocità. Oltre alle qualità condizionali
verificheremo anche le capacità coordinativi valutabili con percorsi
comprendenti agilità, acrobazia e destrezza. Questo tipo di
circuito, della durata di 4-5 minuti, comprende skip alti e bassi,
passi incrociati, galoppi laterali in rapida esecuzione e continui,
variazione della frequenza dei passi. Dovrà essere osservata la
capacità alla destrezza fine, cioè lo svolgimento rapido di quei
compiti motori che si svolgono in uno spazio stretto e che richiedo
scarso impiego di forza ma molta precisione e rapidità. Questa
capacità è correlata a quella di reazione e per eseguire tutto ciò
il portiere ha bisogno della capacità di orientamento che gli
permette di determinare con esattezza la propria posizione nello
spazio in relazione a quella degli avversari, dei compagni e del
pallone, in altre parole il senso di posizione. Nella proposta di
lavoro annuale si fa riferimento ad una serie di argomenti che
vengono proposti per alcune settimane (cicli e microcicli). I
microcicli hanno il compito di coordinare tra loro carichi diversi e
prevedono l'alternanza di una o più sedute intense, seguite da altre
di media intensità o di recupero. Nella prima fase è previsto l'uso
di carichi di allenamento, nella seconda sono previste esercitazioni
di recupero e di riposo assoluto. In generale i microcicli si
possono così suddividere:
1.Microcicli
preparatori, caratterizzati da sollecitazioni non intense;
2.Microcicli d'urto,
caratterizzati da una elevata difficoltà ed incremento dei volume e
dell'intensità dei lavori;
3.Microcicli speciali
che iniziano a simulare le reali condizioni di gara,
4.Microcicli di
rigenerazione o transizione che riguardano prevalentemente
l'organizzazione individuale.
Il lavoro a cicli viene
proposto nel periodo precampionato o durante le pause dell'attività
agonistica e vedrà sviluppato un lavoro fisico-atletico e tecnico.
Fatto il distinguo tra i vari cicli, il lavoro da inserire viene
dettato dalla settimana tipo di base. A sua volta la settimana tipo
può essere modificata in base agli eventi annotati durante la gara
(in base alle risultanze della scheda di cui sopra) o in seguito a
particolari simulazioni.
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