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Fabio G. Mori
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 


VALUTAZIONE DEL GIOVANE PORTIERE

Quando siamo di fronte ad un giovane portiere ci dobbiamo domandare cosa sappia effettivamente fare in questo ruolo. Per saperlo esiste un criterio di valutazione, suddiviso per fasce di età, anche se l'età biologica e quella anagrafica non sempre coincidono nella fase dello sviluppo. Ciò che si vuole realizzare in una certa fascia di età non può essere riproposto in quella successiva, salvo nei casi che il portiere non sia ancora in possesso di alcuni fondamentali.
La valutazione del portiere avviene con l'osservazione di tre momenti fondamentali della sua preparazione:

1.durante le esercitazioni tecniche;

2.nelle situazioni di gioco durante l'allenamento;

3.durante la gara.

La valutazione, in generale, deve tenere conto:

1.del bagaglio di esperienze motorie;

2.della capacità di attenzione e di apprendimento;

3.della qualità e della quantità del lavoro specifico svolto in precedenza (tabella 1).

    

Le capacità coordinative e condizionali meritano una valutazione particolare (tabelle 2 e 3).

                   

Le capacità coordinative e condizionali formano le caratteristiche di un portiere (tabella 4).

                    

       

Nella tabella 5 sono elencati i principali movimenti che un portiere compie in porta.

      

Per lo sviluppo di tutte queste caratteristiche tecniche, viene proposto il seguente programma di lavoro: 

1.tuffo: a volo con presa; 

2.posizioni in porta con tiro rasoterra, alto, media altezza (centrale, diagonale, laterale e chiusura dello specchio),

3.presa con palla alta;

4.uscite in varie direzioni;

5.rinvio;
 
6.esercitazione al retropassaggio (controllo e chiusura con i piedi);

7.deviazioni a terra;

8.uscite di pugno;

9.posizione in situazione di palle inattive: punizioni, calci d'angolo, rigori 

La valutazione del portiere, cioè la verifica del lavoro svolto in allenamento, deve avvenire nel corso della gara vera e propria, attraverso una scheda sulla quale verrà riportato il numero delle azioni svolte dal portiere, suddivise in azioni offensive ed azioni difensive. Tutti i valori osservati saranno poi espressi in percentuale relativamente al tempo effettivo di gioco ed al numero degli interventi specifici effettuati, calcolando quindi il numero medio degli interventi e l'intervallo medio di tempo tra un intervento e l'altro. A titolo di esempio si riportano alcuni dati ottenuti dall'osservazione, nella stagione sportiva 98/99,      del Campionato Esordienti e Pulcini  appartenenti al Comitato Regionale Giovanile Calabrese e paragonati col dato riferito agli adulti (Campionato di Promozione):

- rilancio calciato Esordienti 4,74%

- rilancio calciato Pulcini 11,38%

- rilancio calciato adulti 24,80%

- intercettazione del pallone Esordienti 18,58%

- intercettazione del pallone Pulcini 21,03%

- intercettazione del pallone adulti 11,50%

La valutazione fisico-atletica si effettua attraverso alcuni test oggettivi, facendo riferimento ai "test di ingresso" che permettono di valutare le capacità di forza e di velocità. Oltre alle qualità condizionali verificheremo anche le capacità coordinativi valutabili con percorsi comprendenti agilità, acrobazia e destrezza. Questo tipo di circuito, della durata di 4-5 minuti, comprende skip alti e bassi, passi incrociati, galoppi laterali in rapida esecuzione e continui, variazione della frequenza dei passi. Dovrà essere osservata la capacità alla destrezza fine, cioè lo svolgimento rapido di quei compiti motori che si svolgono in uno spazio stretto e che richiedo scarso impiego di forza ma molta precisione e rapidità. Questa capacità è correlata a quella di reazione e per eseguire tutto ciò il portiere ha bisogno della capacità di orientamento che gli permette di determinare con esattezza la propria posizione nello spazio in relazione a quella degli avversari, dei compagni e del pallone, in altre parole il senso di posizione. Nella proposta di lavoro annuale si fa riferimento ad una serie di argomenti che vengono proposti per alcune settimane (cicli e microcicli). I microcicli hanno il compito di coordinare tra loro carichi diversi e prevedono l'alternanza di una o più sedute intense, seguite da altre di media intensità o di recupero. Nella prima fase è previsto l'uso di carichi di allenamento, nella seconda sono previste esercitazioni di recupero e di riposo assoluto. In generale i microcicli si possono così suddividere:

1.Microcicli preparatori, caratterizzati da sollecitazioni non intense;

2.Microcicli d'urto, caratterizzati da una elevata difficoltà ed incremento dei volume e dell'intensità dei lavori;

3.Microcicli speciali che iniziano a simulare le reali condizioni di gara,

4.Microcicli di rigenerazione o transizione che riguardano prevalentemente l'organizzazione individuale.

Il lavoro a cicli viene proposto nel periodo precampionato o durante le pause dell'attività agonistica e vedrà sviluppato un lavoro fisico-atletico e tecnico. Fatto il distinguo tra i vari cicli, il lavoro da inserire viene dettato dalla settimana tipo di base. A sua volta la settimana tipo può essere modificata in base agli eventi annotati durante la gara (in base alle risultanze della scheda di cui sopra) o in seguito a particolari simulazioni.