AD
OGNI ALLENAMENTO RICORDA
" Per far felice un bambino bastano
un pallone ed un maestro che si ricordi di essere stato bambino "
Ci sono diversi aspetti da
ricordare
- ASPETTI PSICOLOGICI
- SPIRITO DEL COLLETTIVO
- TRASMETTERE LA PROPRIA FILOSOFIA
- RAPPORTO ISTRUTTORE - GIOCATORE
- MOTIVAZIONI ALLO SPORT
- LA GARA
- L'ALLENATORE DEL SETTORE GIOVANILE
- ASPETTI
PSICOLOGICI
L'allenatore deve essere:
Preparato e motivato, cordiale e rispettoso,
sereno e solidale.
Dedito al lavoro, aperto e pedagogo;
Psicologo e universale (nella cultura).
Simpatico, programmatore, creativo.
Coerente, chiaro, sicuro e puntuale.
Paziente, imparziale ed educatore.
- SPIRITO
DEL COLLETTIVO
Si vince giocando assieme.
Il bel gioco è quello collettivo.
La fraternità sportiva dura una vita.
Soddisfazioni/delusioni sono pienamente
apprezzate solo se spartite, divise con gli altri.
L'egoismo è il cancro di sport di squadra.
Accettazione del proprio ruolo.
Ognuno ha la sua funzione.
Il gruppo è la base di tutto.
- TRASMETTERE LA PROPRIA FILOSOFIA
Ogni giovane allenatore deve incominciare
subito a formare la propria filosofia, con idee chiare e semplici,
ben articolate, riguardanti ogni argomento.
Ricordarsi che idee chiare sono facili da
trasmettere, facili da capire.
Trasmettere il concetto di responsabilità,
professionalità, maturità, generosità, umiltà.
Modificare quando occorre.
- RAPPORTO ISTRUTTORE - GIOCATORE
Psicologia è un modo per evitare problemi,
avere buon senso, "senso comune". Psicologia è un semplice rapporto
basato sul buon senso, in un clima di fiducia e stima reciproche.
Evitare preferenze fra i ragazzi. Il gruppo non è un semplice
aggregato di persone messe in qualche modo insieme. Il gruppo è un
insieme dinamico costituito da individui che si percepiscono a
vicenda come più o meno interdipendenti per qualche aspetto. La
creazione di un gruppo è uno scopo che lo istruttore/allenatore
debbono perseguire parallelamente agli altri obiettivi che si
pongono. Gruppo di riferimento e gruppo dei pari sono fondamentali
nel processo di socializzazione del pre-adolescente e nella
sperimentazione
dei primi ruoli sociali. L'incontro di questi
due momenti genera il fenomeno dell'associazionismo:aggregazione
sociale in cui confluiscono esigenze affiliative, di
identificazione, di acquisizione dei ruoli, di potere sociale, di
protezione affettiva, di autorealizzazione. L'ambiente sociale così
costituito diviene per l'adolescente il terreno ideale per
l'acquisizione di condotte orientate in termini di valori e
motivazioni.
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MOTIVAZIONI ALLO SPORT
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PRIMARIE |
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GIOCO |
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AGONISMO |
Motivazioni psicologiche
cognitive affettive |
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" Manifestazione matura,
razionale, costruttiva, creativa, dell'aggressività, utilizzata
culturalmente
per l'auto-realizzazione
dell'individuo". |
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SECONDARIE |
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Motivazione al
successo |
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Motivazioni
compensative (psicopatologiche) |
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Motivazione
estetica |
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Motivazione
dell'affiliazione |
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Spinta alla
auto-realizzazione bisogno di associarsi forma ed armonia
sentimenti di inferiorità - desiderio di potere - modello
sociopatico della virilità aggressiva |
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- LA GARA
A livello giovanile la partita è: un
gioco in cui è divertente vincere.
* Scopo della partita è anche imparare.
* E' una piccola verifica dell'ìnsegnamento e
del lavoro fatto sino a quel punto.
* Le regole vanno rispettate (arbitri
interpreti).
* Insegnare a vincere e a perdere (parola
chiave:equilibrio).
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L'ALLENATORE DEL SETTORE GIOVANILE
Capire l'importanza del proprio lavoro.
Settore Giovanile da sviluppare, non da
sfruttare.
Grande preparazione tecnica.
E' un tecnico, un insegnate, un allenatore.
Punto di riferimento di tutta la società.
Deve ispirare fiducia e non perderla.
Non "bleffare"sul piano tecnico e umano.
Capire i bisogni dei ragazzi.
Capire i drammi dei ragazzi.
Non valutare il suo lavoro solo per i
campionati vinti o per il ragazzo "esploso" tecnicamente.